La creazione di Eva
di Gaetanina Longobardi-
Nel Medioevo, la Bibbia struttura i modi di pensieri. La distinzione tra uomo e donna si basa su un fondamento scritturale che parte dai racconti della creazione di Adamo ed Eva. Il racconto della Creazione contenuto nella Bibbia è molto anteriore al Medioevo. Il racconto è redatto verso il X-IX secolo avanti Cristo e descrive una Creazione nettamente differenziata: prima l’uomo e poi la donna.
«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen 2, 7).
«Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne (Gen 2, 20-24).
Già nel 1200 ci si domandava perché mai Dio abbia scelto una costola e non un’altra parte del corpo di Adamo. Forse dal fianco perché capisse che doveva mettersi al suo fianco?
Tommaso D’Aquino nell’articolo 3 della questione 92 della Summa theologiae spiega: “D’altra parte la donna non deve dominare sull’uomo […] e per questo non fu formata dalla testa. Né deve essere disprezzata dall’uomo come una schiava: perciò non fu formata dai piedi”. La scelta della costola fa di Eva non un’amante, non una serva, ma una sodale (socia).
Le prime rappresentazioni iconografiche medievali della creazione di Eva (quelle delle bibbie carolinge sono relativamente conformi al testo biblico). Dio toglie una costola ad Adamo addormentato per formare Eva. Poi però dall’XI secolo, la costola compare sempre più raramente e Dio fa uscire Eva direttamente dal corpo di Adamo. Eva non è più creata con una parte di Adamo, ma esce direttamente da lui.
All’inizio del XIV secolo compare un’altra innovazione: Eva non sporge soltanto col busto dal fianco di Adamo, ma è quasi interamente fuori. Solo i piedi e le caviglie sono ancora nel suo corpo o nascosti da esso, come nei rilievi della facciata della Cattedrale di Orvieto realizzati da Lorenzo Maitani.
Qualcuno ha parlato di una fantasticheria maschile: un uomo incinto che genera Eva in un parto costale. La creazione di Eva sarebbe diventata una vera nascita. Una procreazione nella quale Dio delega il suo ruolo ad Adamo. I teologi, comunque, commentando la creazione di Eva non usano mai parole che rimandino alla nascita o alla generazione.
Sono idee e suggestioni che si diffondono con una grande quantità di racconti avvincenti, di aneddoti, di leggende come quella della papessa Giovanna.Verso la fine dell’XI secolo comincia a circolare una storia: una donna vissuta alla metà del IX secolo, si è travestita da uomo, ha visitato Roma e Atene, ha compiuto studi brillanti, è stata cardinale e poi, per sette mesi e tre giorni, papa. Ha partorito un figlio ed è morta durante una processione. Questa credenza si diffonde alla fine del XIII secolo e riscuote un vivo successo fino all’inizio del sedicesimo. Dal 1290 pare sia stato introdotto un rito di verifica per accertare il sesso del nuovo Papa. Al momento dell’incoronazione, questi prende posto su una sedia bucata e un prete si insinua sotto il sedile del pontefice per verificare i suoi attributi virili. Non c’è nessuna certezza a riguardo, ma gli uomini del Medioevo sono convinti che quel rito di inversione di stampo carnevalesco sia una realtà. I predicatori mendicanti lo raccontano nei loro sermoni. Un racconto che solleva il problema dell’intrusione di una donna al centro del potere maschile, anzi del potere della Chiesa al massimo livello.
Le immagini medievali mostrano chiaramente che vi è un’insistenza sul fatto che la donna come indica il testo biblico è stato tratto dall’uomo. Pur continuando a mostrare il ruolo del creatore, le nuove raffigurazioni sottolineano il legame e la prossimità tra adamo ed eva: i loro corpi sono una cosa sola.
Ne sono esempi le raffigurazioni del braccio sinistro di Adamo che circonda le spalle di Eva oppure il braccio di Eva intorno al busto di Adamo. La relazione equalitaria compare in un dipinto murale dell’oratorio di San Tommaso Beckett (XIII secolo) della cattedrale di Anagni. È un tipo di rappresentazione che si sviluppa soprattutto alla fine del XII secolo, nel momento in cui il Matrimonio diventa un Sacramento nel 1181: il principio della indissolubilità e consensualismo.
Adamo, Eva, il serpente e il frutto proibito: progetto per una vetrata di Hans Christiansen. Dominio pubblico







