In Pinacoteca Provinciale, “Armonie di Donna. Il Seicento e il Settecento di Giuseppa Eleonora Barbapiccola”

Un percorso nella modernità tra filosofia, traduzione e coscienza femminile

L’iniziativa “Armonie di Donna. Il Seicento e il Settecento di Giuseppe Eleonora Barbapiccola” in programma per il 29 aprile 2026 alle ore 10:00 presso il Salone della Pinacoteca provinciale di Salerno, si propone come un intervento culturale che intende restituire complessità, profondità storica e tensione critica a una stagione decisiva del pensiero napoletano moderno.

L’evento, promosso dalle professoresse Claudia Landolfi, Cinzia Carrano e Paola Cuoco, è articolato in momenti di lettura, interventi musicali e commento alle poesie a cura di Cinzia Carrano, riflessioni critiche e Tableau vivant a cura della professoressa Jessica Ciaramelletti. Al centro del percorso si colloca la figura di Giuseppe Eleonora Barbapiccola, filosofa, poetessa e musicista napoletana del XVIII secolo, nonché traduttrice e interprete di Cartesio, il cui contributo rappresenta una delle espressioni più significative e al tempo stesso meno riconosciute della modernità, per dipanarsi, poi, tra suggestioni musicali e artistiche del Seicento e del Settecento.

Barbapiccola, intellettuale napoletana dal multiforme ingegno, ha aperto, attraverso la traduzione del filosofo francese, uno spazio di accesso al sapere per un pubblico più ampio, e in particolare per le donne, rivendicando implicitamente il diritto alla formazione e alla partecipazione intellettuale. In questo senso, la sua opera anticipa temi che diverranno centrali nei secoli successivi: l’emancipazione culturale, la critica delle gerarchie del sapere, la ridefinizione dei ruoli sociali, il contributo delle donne alla storia del pensiero, come sarà messo in luce dalla professoressa Landolfi nel corso della sua lezione introduttiva che scaturisce da accurate ricerche, confluite in una monografia sulla filosofa.

L’evento vedrà la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Scientifico Francesco Severi di Salerno che leggeranno testi, poesie e animeranno la mattinata con un dibattito. La partecipazione degli studenti, pertanto, non è pensata come marginale ma come centrale: gli studenti diventano parte attiva del processo di elaborazione culturale. Il sapere non è presentato come qualcosa di già dato, ma come un campo aperto, attraversato da domande, tensioni e possibilità, invitando a un esercizio di interpretazione collettiva.

Il dialogo tra parola, musica e performance – attraverso interventi musicali e “quadri viventi” – contribuisce a costruire un’esperienza immersiva, in cui la modernità non è semplicemente raccontata, ma messa in scena, resa percepibile nella sua dimensione sensibile oltre che teorica. Si tratta di un dispositivo culturale che supera la separazione tra conoscenza e esperienza, tra studio e partecipazione, secondo lo spirito più autentico del Settecento.

 

Sergio Del Vecchio Sergio Del Vecchio

Sergio Del Vecchio

Dottore commercialista, giornalista pubblicista, appassionato d’arte, di musica e di fumetto. Ama leggere, disegnare e dipingere. Nel suo percorso professionale si è occupato di formazione e terzo settore. Ha costituito l’Associazione Salerno Attiva – Activa Civitas con cui ha organizzato a Salerno 10 edizioni di VinArte, un format di successo che univa il mondo del wine all’arte nelle sue declinazioni. Nel 2017 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Contaminazioni, con cui ha curato diversi eventi e l’edizione del libro “La primavera fuori, 31 scritti al tempo del coronavirus” di cui è anche coautore. Colleziona biciclette e tra i fornelli finge di essere un grande chef.

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