L’Italia nega la base di Sigonella agli USA, nel 1985 il braccio di ferro tra Craxi e Regan
L’Italia dice No agli Stati Uniti e non fa atterrare i caccia a Sigonella.
di Claudia Izzo-
Mentre i bombardieri americani erano già nei cieli, hanno chiesto di atterrare in Sicilia presso la Base militare di Sigonella, per poi raggiungere il Medio Oriente: l’Italia cioè come una sorta di trampolino di lancio per l’andata in guerra in Iran.
Nessuno ha informato preventivamente i vertici militari italiani, nè di Governo, così, oò Ministro della Difesa Guido Crosetto, avvisato dal capo di Stato Maggiore, Luciano Portolano, che a sua volta è stato informato dall’Aeronautica, visto che non si trattava di voli logistici previsti dai trattati, in accordo con Palazzo Chigi ha detto no.
Qualcuno potrebbe pensare che questo sia un chiaro messaggio per ricordare a tutti che l’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci, ma sbaglierebbe. Non è stata una decisione per prendere le distanze dagli USA, il tutto è avvenuto qualche giorno fa, ma la notizia è rimasta riservata: a dirla tutta semplicemente mancava la specifica autorizzazione. Dall’inizio della guerra in Iran si è registrato, infatti, un traffico intensificato di aerei e droni americani, ma soltanto per rifornimento e sorveglianza aerea, le basi sono attive e non ci sarebbe nessun raffreddamento o tensione con gli USA.
Ovviamente è stato messo in conto una crisi diplomatica ed il ricordo corre veloce a quell’immagine con tensione a mille che vedeva tre cerchi concentrici di uomini, Carabinieri e Vigilanza Aeronautica Militare in un cerchio e militari della Delta Force in un altro. Ancora carabinieri nell’altro in un secondo momento.
La crisi di Sigonella. Un aereo e tre cerchi concentrici di militari.
Facendo un passo indietro, siamo al 7 ottobre 1985, il girono in cui la nave da crociera Achille Lauro, mentre lasciava le acque egiziane per approdare in Israele, viene sequestrata da quattro miliziani armati del FPLP, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Impossessatisi della nave chiedevano la liberazione di 50 palestinesi deportati nel campo israeliano di Nahariya, la minaccia era di far esplodere la nave.
Il mayday viene captato in Svezia. Il Presidente degli Stati Uniti è Ronald Regan, il Presidente del Consiglio Italiano è Bettino Craxi. In Italia si attivarono il Ministro degli Affari Esteri Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini , Ministro della Difesa che avviarono una trattativa. Dopo una telefonata tra Andreotti e Yasser Arafat, Presidente dell’OLP e capo dei al-fatah, la forza più importante all’interno dell’OLP, si dichiarò estraneo. Partì l’operazione Margherita che prevedeva quattro elicotteri con 60 paracadutisti. Andreotti e Craxi volevano trattare, al contrario di Ronald Regan. L’Achille Lauro si diresse in Siria, dove il governo siriano avrebbe autorizzato l’attracco solo in vista din un negoziato tra Governo Italiano e palestinesi. Gli Stati Uniti non vollero. I dirottatori chiesero un negoziato mediato dalla Croce Rossa internazionale con gli ambasciatori dell’Italia, Usa, del Regno Unito e della Germania dell’Ovest. L’Italia rivendicava l’assalto guidato da forze italiane. L’Achille Lauro fece rotta per l’Egitto, il Governo Italiano riuscì i dirottatori ad arrendersi dopo aver promesso una via di fuga in un altro paese arabo a condizione che non fossero stati commessi reati. Solo più tardi si venne a sapere dell’uccisione dell’americano Leon Klinghoffer, poi trovato in mare.. Il comandante De Rosa aveva taciuto dell’assassinio. I caccia statunitensi dirottarono l’aereo egiziano su cui vi erano i dirottatori e dirottarono l’aereo su Sigonella, dove vi era una Naval Air Station della marina statunitense.
Solo a dirottamento iniziato, il Governo USA, cercò di contattare Craxi, attraverso Michael Ledeen, consulente CIA. Alla domanda di Craxi “Perchè in Italia?” la risposta fu “Per il vostro clima perfetto, la vostra favolosa cucina e le tradizioni culturali che la Sicilia può offrire”. Craxi, contrariato, avrebbe consentito l’atterraggio a condizione di gestirne le conseguenze autonomamente . Non andò così, i militari americani avevano avuto ordine di prelevare i dirottatori e Abu Abbas. la tensione salì: gli incursori della Delta Force armi in pugno circondarono gli avieri italiani e i carabinieri, circondati a loro volta da un secondo cordone di Carabinieri.
Il Presidente Regan chiamò nel cuore della notte il presidente del Consiglio Craxi chiedendo la consegna dei palestinesi, Craxi non si mosse: i reati erano avvenuti su una nave italiana. A Sigonella giunsero i blindati dell’Arma e unità di rinforzo. Il reparto americano ricevette l’ordine di rientrare.
I quattro palestinesi furono trasferiti nel carcere di Siracusa successivamente processati e condannati dal Tribunale di Genova a pene tra i 15 e i 30 anni. Abu Abbas, leader del FLP, che aveva mediato la resa dei dirottatori, fu liberato dal Governo Italiano e messo su un volo per Belgrado. Fu poi condannato in contumacia dalla giustizia italiana nel 1987. Verrà catturato dagli Americani solo nel 2003 in Iraq, morendo l’anno successivo in prigione. Questa scelta mandò su tutte le furie gli Usa. Di qui si ebbero lacerazioni politiche all’interno della maggioranza del pentapartito tra Craxi e Andreotti filo palestinesi e Spadolini filo americano e filo israeliano che chiese le dimissioni del Governo , poi rientrate.
Bettino Craxi dimostrò al mondo che l’Italia non era una colonia americana.
Achille Lauro
Dottor Walker
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