204 anni fa nasceva Fëdor Dostoevskij
di Antonietta Doria-
Era l’11 novembre del 1821 quando a Mosca nasce Fëdor Michajlovič Dostoevskijù, lo scrittore e filosofo russo su cui verteva il corso che nel 2022 avrebbe dovuto tenere lo scrittore e traduttore Paolo Nori, all’università Bicocca di Milano, annullato a causa della guerra in Ucraina “per evitare ogni forma di polemica in quanto momento di forte tensione”. Nori parlò di censura, l’ateneo fece dietrofront ma Nori rinunciò al corso.
Parlare del genio di uno scrittore russo in tempi di guerra, o meglio, di invasione dell’Ucraina, può far torcere il naso solo a chi di cultura non si alimenta, lo scrittore e filosofo russo è considerato infatti con Tolstoj uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi.
Figlio di un medico militare russo vivrà all’interno dell’ospedale dei poveri dove il padre prestava servizio tra i poveri e i malati, esperienza questa che segnò la vita di scrittore e da cui deriveranno tutti i suoi interrogativi sul paradosso della sofferenza del giusto. Dalla madre, Marija Fëdorovna Nečaeva che proveniva da una famiglia di ricchi e prosperi commercianti russi erediterà l’amore per la lettura; gli farà leggere Aleksandr Sergeevič Puškin, Vasilij Andreevič Žukovskij e la Bibbia. La madre morirà di tisi, il padre si darà al bere maltrattando male i propri contadini che probabilmente sono coloro che lo uccisero. Alla notizia della morte del padre, Fëdor, all’età di 17 anni, ebbe il suo primo attacco di epilessia, crisi che lo perseguiteranno per tutta la vita. Abbandonati gi studi d’ingegnerie so dedicherà alla sua vera passione la letteratura.
Scriverà Povera gente (Bednye Ljudi) in cui si sofferma sulla sofferenza per l’uomo socialmente degradato e incompreso, Il sosia (Dvojnik), storia di uno sdoppiamento psichico, in una sola notte, scrive Romanzo in nove lettere (Roman v devjati pisem). Le notti bianche (Belye noči) e Netočka Nezvanova. Condannato alla pena capitale tramite fucilazione per essere stato arrestato coem partecipante al circolo Petraševskij e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo, sarà graziato dallo zar Nicola I che commuta la condanna a morte in lavori forzati a tempo indeterminato. L’avvenimento lo segnerà molto, come ci testimoniano le riflessioni sulla pena di morte in Delitto e castigo e ne L’idiota, scritto a Firenze. Graziato della vita, viene deportato in Siberia nel 1850 a Tobol’sk dove verrà rinchiuso nella fortezza di Omsk, nascerà così Memorie dalla casa dei morti. Liberato dalla galera rientra in Russia. Scrive Memorie dal sottosuolo. Muore la prima moglie e il fratello Michail che gli lascia enormi debiti da pagare. L’anno successivo compie un viaggio in Europa, dove, cercando di risolvere le proprie difficoltà economiche, gioca disperatamente alla roulette, col risultato di peggiorare ulteriormente la sua condizione finanziaria. Scrive Delitto e castigo, Il giocatore, si risposa e di passaggio a Firenze, comincia a scrivere L’idiota. Nel 1868 nasce la figlia Sonja, che vive solo tre mesi. Il dramma della morte dei bambini è, non a caso, uno dei temi trattati nel romanzo L’idiota.
Morirà a San Pietroburgo, il 9 febbraio 1881.
Criticando l’utilitarismo e al razionalismo di matrice settecentesca, ispirerà personaggi del calibro di Nietzsche, Sartre, Camus. Seppe indagare sulla natura umana «L’uomo è un mistero e noi dobbiamo svelarlo. Io mi occupo di questo mistero, perché voglio essere un uomo», seppe esplorare le tensioni tra il bene e il male, la fede e il dubbio, la sofferenza e la redenzione.
Vivrà la sofferenza, così intensa nella sua vita come cammino tendente alla purificazione. Oppositore del Positivismo, vede nella fede in Dio il valore supremo, di qui il suo saper guardare le persone ai margini con sguardo compassionevole, in quanto, per lui, la vera grandezza risiede proprio nella capacità di essere umani.
Ne L’idiota afferma ” La bellezza salverà il mondo”, intendendo qui la bellezza proprio come armonia, bene e bontà, esprimendo così la sua visione etica e spirituale: solo l’amore, la giustizia e la compassione possono condurre ad un futuro migliore.
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