Coco, la leggenda della moda
“La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza.“(Coco Chanel)
di Antonietta Doria-
Il 19 agosto del 1883 nasceva in un ospizio dei poveri a Saumur, in Francia, la donna che avrebbe cambiato, innovato e rivoluzionato la moda nel mondo, Gabrielle Bonheur Chanel, per tutti Coco, la stilista che rivoluzionò il concetto di femminilità, introducendo nella moda femminile elementi di quella maschile, andando a caratterizzare l’estraneità temporale di Chanel, come sottolinea il semiologo francese Jean-Marie Floch.
Dopo la morte della madre, Coco fu affidata prima alla nonna, dopo alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio dell’Abbazia di Aubazine dove imparò a cucire. Donna attiva e dinamica, audace ed intraprendente, fece dell’indipendenza la sua bandiera liberando le donne dalla schiavitù del corsetto, fece loro indossare i tailleur, gli abiti ingombranti della Belle Epoque furono sostituiti da linee morbide e comode.
“Se sei nato senza ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere.”
Commessa a Moulins, a 20 anni incontra il suo primo amante. Lui ha 25 anni, si chiama Étienne de Balsan, è figlio di imprenditori tessili, sarà lui a invitarla a trasferirsi nel suo castello ed a finanziare la nascente stilista. In questo castello Coco si appassionerà ai cavalli per cui creò i pantaloni da cavallerizza. La giovane stilista inizia a realizzare cappelli: se la moda dettava modelli sontuosi “Pompadour”, Cocò crea cappellini in paglia con fiori, raso, piume. Fu un successo. E proprio nel castello dell’amante incontrerà l’amore della sua vita, Boy Capel, un industriale di Newcastle, che si occupava dell’esportazione del carbone, relazione che durerà anche dopo il matrimonio di lui. Fu Boy Cape ad anticipare i soldi per permetterle di aprire la sua prima boutique e poi la seconda. Il 1916 è l’anno del jersey, nel 1917, nei cinque laboratori aperti, 60 sarte erano impegnate a confezionare solo abiti per ricche signore spagnole.
“Il colore migliore di tutto il mondo è quello che sembra stare bene su di te.”
Coco entra nel mondo degli intellettuali e degli artisti, fa della camelia bianca il simbolo della sua Maison per la sua semplicità e perfezione geometrica, introduce il tubino nero e crea il suo profumo Chanel Nº 5, messo a punto con l’aiuto del profumiere Ernest Beaux, figlio del profumiere dello Zar, emigrato in Francia a causa della Rivoluzione russa. Al Nº 5, seguirono il N° 22 nel 1922, Gardénia nel 1925, Bois des îles nel 1926, Cuir de Russie nel 1927, Sycomore nel 1930, Jasmin 1932, Pour Monsieur nel 1955 e per finire il N° 19 nel 1970. Celebre la frase di Marilyn Monroe: “What do I wear in bed? Chanel Nº 5, of course”.
“Una donna dovrebbe indossare il proprio profumo ovunque le piace essere baciata.” .
Negli anni 40 intraprese una relazione con un membro del controspionaggio nazista, il barone Hans Günter von Dincklage, detto Spatz, e poi con uno dei giovani capi delle SS, Walter Schellenberg che volevano utilizzare le conoscenze della stilista per l’operazione Modellhut. L’accompagnatrice di Coco Chanel, Vera Bate Lombardi, la tradì, denunciandola ai servizi segreti. La stilista fu arrestata e rilasciata dopo un interrogatorio di tre ore.







