Oscar 2026: Marty Supreme, nove candidature agli Oscar, eppure non sono bastate.
di Marilina Marcelli-
E’ il caso di dire che il film si sia trasformato in realtà?
Si è svolta, come ogni anno, l’annuale e famosissima cerimonia degli Oscar, come di consuetudine, al Dolby theatre di Los Angeles, quest’anno condotta dal comico Conan O’Brien. A consegnare le iconiche statuette, vediamo molti tra i nomi più richiesti attualmente ad Hollywood, come Anne Hathaway, Pedro Pascal, Channing Tatum, e tanti altri ancora…
Come sempre tra le nomination più attese, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista e miglior film. In particolar modo, quest’anno, si presumeva come favorito Timothée Chalamet, con il suo Marty Supreme.
Da ormai qualche anno divenuto il beniamino di Hollywood, Chalamet ha scalato velocemente le fasi della sua carriera sino ad arrivare a collezionare numerose interpretazioni, le quali ci hanno dimostrato la natura particolarmente versatile dell’attore. Da parti più secondarie come in Interstellar a parti principali come in Call me by your name, Timothée Chalamet ha avuto modo di farsi conoscere al pubblico attraverso film pluripremiati e con enorme numero di incasso.
Ma torniamo a Marty Supreme, rilasciato nelle sale il 22 gennaio 2026 e super atteso, in quanto l’attore, fin dall’inizio, ha moltiplicato le aspettative del pubblico, dichiarando palesemente più volte che con questo film era più che intenzionato a raggiungere l’Oscar. La stessa campagna promozionale del film è difatti risultata molto intensa e studiata nei minimi dettagli, con l’intento di voler portare il personaggio protagonista, quasi fuori dal film, come se l’attore, quindi Chalamet, non esistesse più e a parlare ci fosse solo Marty Supreme.
Per chi non avesse visto il film, parliamo di un personaggio particolarmente ostinato, presuntuoso, quasi privo di inibizioni, un ragazzo di umili origini, giocatore professionista di Ping-Pong. Per tutta la durata del film, Marty punterà ossessivamente e disperatamente alla vittoria della gara più importante, così da diventare il nuovo campione indiscusso e poter dare definitivamente una svolta alla sua vita.
E’ forse il caso di dire che il film si sia trasformato in realtà? Il parallelismo tra Marty Supreme e Timothée Chalamet è risultato particolarmente tangibile a molti, scatenando un vero e proprio caso mediatico in cui il pubblico non era più in grado di distinguere se gli atteggiamenti dell’attore durante la campagna promozionale fossero volutamente riconducibili al personaggio, o semplicemente si trattasse di una reale somiglianza tra i due.
Con grandissimo rumore Marty Supreme si presenta agli Oscar con ben 9 candidature, tra cui miglior film e miglior attore protagonista.
La tensione è molta ed è palpabile per Timothée Chalamet, soprattutto a causa di alcune sue ultimissime dichiarazioni in cui affermava che arti come l’opera e il balletto sono ormai dimenticate e non hanno alcuna necessità di voler continuare ad affermarsi in quanto non interessano più a nessuno. Dichiarazioni che hanno scatenato chiaramente, una notevole rivolta nel mondo artistico e ponendo in cattivissima luce il giovane attore.
L’oscar tanto bramato intanto viene sfilato a Chalamet da Michael B. Jordan, protagonista in Sinners, ma non finisce qui, Marty Supreme non conquista alcun Oscar, in nessuna delle sue candidature.
La corsa ossessiva e disperata di Marty Supreme alla vittoria, gli infiniti stratagemmi per conquistarla, si adagiano su Chalamet, che torna a casa probabilmente con l’amaro in bocca, dopo che anche lui, ossessivamente e disperatamente, aveva sperato nella sua statuina. Ma infondo, attori come Di Caprio, ci insegnano che anche a 41 anni, l’Oscar è sempre bene accetto, insomma meglio tardi che mai.







