Versatilità della lavanda: un fiore, un colore, mille suggestioni

di Clotilde Baccari-
C’è un filo viola che lega i vari ambiti in cui la lavanda fa da protagonista. A prima vista le informazioni e le conoscenze multidisciplinari che fanno capo a questa pianta, dalla agricoltura alla moda, dalla medicina alla meccanica, dalla letteratura all’economia, sembrano notizie diverse, invece è sempre lo stesso esemplare botanico che si muove. Quando pensiamo alla lavanda, la prima immagine che ci sovviene è quella degli immensi lavandeti della Provenza che con i loro filari, dalle più varie sfumature cromatiche, ci fanno immergere in una atmosfera eterea, la stessa che si prova dinanzi la lavanda riproposta come decoro sulla porcellana, quando va a coniugarsi perfettamente con il candore e la trasparenza di questo materiale pregiato.
L’accostamento tra le sfumature lilla e viola dei fiori di lavanda e il bianco della porcellana evoca immediatamente le atmosfere romantiche, fresche e rilassanti della Provenza o dei giardini botanici. La lavanda rappresenta uno dei decori floreali più amati e iconici nell’alta manifattura della porcellana europea. Questa pianta non evoca soltanto le atmosfere romantiche della

Provenza ma assume connotazioni stilistiche ben precise a seconda dell’azienda che la interpreta, oscillando tra il classico rustico e il moderno essenziale.
I principali marchi internazionali di porcellana interpretano la lavanda attraverso prestigiose manifatture: la storica azienda Villeroy & Boch ha dedicato a questo fiore una delle sue linee di maggior successo la “Artesano Provenzal Lavender” in cui il decoro intreccia i rametti di lavanda viola con boccioli di rosa selvatica e dettagli verde salvia. È l’emblema dello stile raffinato, perfetto per ricreare l’atmosfera dei paesaggi del sud della Francia.
Anche l’azienda tedesca Rosenthal, famosa per la purezza delle sue porcellane, propone una versione poetica della lavanda nella collezione “Brillance Grand Air”in cui le spighe viola e le foglie color verde muschio si mescolano ad altre erbe e fiori di prato, con una resa che ricorda la pittura ad acquerello.
La bellezza della lavanda trova, ancora , una delle sue massime espressioni artistiche e botaniche nella celebre porcellana danese, in particolare nella leggendaria collezione di porcellane “Flora Danica di Royal Copenhagen” che riproduce esemplari botanici autoctoni , dipinti a mano e raccolti negli ultimi anni del ‘700 da Georg Christian Oeder, professore del Giardino Botanico di Copenaghen, per commissione di Federico V, re di Danimarca.

Poiché all’epoca il regno di Danimarca si basava su un’economia agricola, era importante conoscere la natura del territorio, così nacque la “Flora Danica” un atlante botanico la cui bellezza fu discussa in tutto il mondo anche per il suo essere indicativa del desiderio generale, durante il Secolo dei Lumi, di comprendere il mondo naturale. Il servizio” Flora Danica”, espressione della completezza e della bellezza di tale porcellana riproduce le illustrazioni dell’omonima enciclopedia botanica danese dipinte interamente a mano: i dettagli floreali, le sfumature delicate e i rami inseriti nelle lavorazioni rievocano la perfezione cromatica di piante come la lavanda, impreziosite da bordi dorati. Bisogna intanto puntualizzare che nel mondo della porcellana e della ceramica d’arte, la dicitura “lavanda” ha ,in realtà, un duplice valore; oltre a costituire un elemento figurativo dipinto è anche uno strumento tecnico ;infatti nei laboratori delle grandi aziende, l’olio essenziale di lavanda è storicamente usato come veicolo liquido per impastare i colori in polvere che ,grazie alla sua viscosità e alla lenta asciugatura, permette ai maestri decoratori di stendere il colore in modo perfettamente omogeneo prima della cottura.
La lavanda, dunque, finisce di essere solo un fiore e diventa colore. Il lavanda, in ambito cromatico, è da sempre considerato un eccezionale “colore d’atmosfera”, pertanto da sempre è amato dai pittori per la sua capacità di infondere istantaneamente calma.
Artisti come Claude Monet e Camille Pissarro con il loro innovativo canone pittorico, rivoluzionano l’arte, eliminando le tonalità scure e scegliendo di usare la lavanda e il violetto per dipingere le ombre della neve, i riflessi dell’acqua e la foschia mattutina. Essendo un colore freddo e semi-opaco, la lavanda è perfetto per spingere visivamente gli elementi sullo sfondo, riuscendo a rendere perfettamente la distanza. Esso viene usato per dipingere montagne in lontananza, cieli invernali, nebbia o orizzonti marini, poiché imita l’effetto dell’atmosfera che mitiga i colori caldi. Da Vincent van Gogh fino ai pittori moderni, i campi di lavanda della Francia meridionale sono un soggetto classico: in questi dipinti, il color lavanda non è mai piatto, infatti, poiché conservi un tocco più vibrante viene accostato a pennellate di giallo ocra o arancio.
Nelle illustrazioni floreali e botaniche, il lavanda viene stratificato partendo da velature molto diluite e trasparenti, aggiungendo poi tocchi di blu oltremare per le zone d’ombra e fucsia o magenta per le zone colpite dalla luce diretta.
La comune opinione circa la valenza cromatica del color lavanda è attestata dal Pantone Color Institute, azienda statunitense che dal 1999 ha creato un programma educativo volto ad evidenziare il fondamentale rapporto tra colore e cultura, con l’intento di far comprendere al pubblico come i cambiamenti nella nostra cultura globale vengano espressi e riflessi tramite il linguaggio del colore. Pertanto l’azienda ogni anno esplora tutto il mondo per scoprire nuove tendenze di colore provenienti da background culturali e geografici differenti fino a dettare il colore dell’anno. Per realizzare tale progetto dispone di un comitato globale di massimi esperti multidisciplinari ed internazionali ,con competenze che spaziano tra moltissimi settori creativi e industriali ;infatti tra loro ci sono designer di moda, arredamento e interni, esperti di grafica e digital design, specialisti in elettronica di consumo, beauty e disegno industriale. Ebbene il Pantone Color Institute nel 2023 ha scelto come colore dell’anno il Digital Lavender in quanto colore che infonde sicurezza, calma e serenità; una tonalità, dunque, che dona grande luminosità agli spazi e che migliora l’umore, soprattutto se inserita negli arredi degli interni.
Recentemente la rivista “Vanity Fair” ha intervistato un’architetta di Milano che ha dipinto una casa a Ravello proprio di viola-lavanda, un colore che ha sortito un grande carica emozionale fino ad aver avuto un effetto terapeutico sulla sua ansia. Infatti dall’immediata suggestione provenzale, il color lavanda ci fa pensare al tipico profumo dei campi coltivati che caratterizzano le colline francesi di distese viola. Troviamo nel color lavanda una sfumatura di viola delicata che trae il nome dal fiore omonimo presente in natura in infinite tonalità, dalle più vicine al rosa fino a quelle tendenti al blu, in toni più chiari e più scuri del viola stesso.
Richiamo di atmosfere romantiche e classiche e di ambienti vicini alla Provenza, il color lavanda stimola allo stesso tempo in chi se ne circonda una tendenza alla riflessione e risulta un’iniezione di energia. È un colore molto delicato, positivo e dolce, che stimola l’intuito e la creatività.
Pertanto alla lavanda non si pensa più solo come ad un fiore ma diventa più di un colore, suscita suggestioni.
A fine agosto, a Pontecagnano, a poca distanza da Salerno , il festival “Matres” ha messo insieme tutto quanto questo colore contiene in sé: quattrocento opere di ceramiste, più della metà color lavanda. Nell’edizione del festival gli elementi della natura e le sfumature cromatiche della terra e della flora spontanea, come la lavanda ,racchiudono significati ben precisi: la lavanda selvatica evoca la vegetazione mediterranea spontanea, richiamando il concetto ancestrale di una terra che offre sostentamento e profumi senza l’intervento forzato dell’uomo; nella simbologia del festival, il colore lavanda e le erbe naturali si collegano direttamente all’idea del “nutrimento dello spirito” e della” cura emotiva”, concetti centrali nella ceramica femminile contemporanea espressa dal collettivo “Pandora Artiste Ceramiste”; visivamente, le tonalità violacee e fresche della lavanda creano un contrasto suggestivo con i toni caldi, aranciati e bruni della terracotta e dell’argilla cruda esposte nella sezione archeologica degli “Etruschi di frontiera”. Qualcuno dice che il lavanda è il colore dell’attesa, della fermentazione, della trasformazione.
La lavanda è qualcosa di più della moda; essa è una sensazione interiore nata a Salerno con i profumi delle spezierie medievali , con la dolcezza delle erbe officinali, con la pace dei conventi: è un modo di essere di mille anni fa che continua a tornare per ricordare la storia di una città di medici ,di frati ,di speziali ,di uomini dotti e di sapienti donne: una pianta che da secca profuma di più, un colore che da digitale cura, una notizia che da economica diventa storia, una percezione che rasserena l’animo, “l’oro viola” che non sfiorisce ma conserva la sua magia.
Immagini di lavanda Pixabay Licence







