30 anni senza Hugo Pratt
di Sergio Del Vecchio-
Sono quattro le mostre che vedranno al luce a Roma per ricordare Hugo Pratt, nome d’arte di Ugo Eugenio Prat fumettista e scrittore italiano morto il 20 agosto del 1995. Si terranno nella sede dell’Istituto Geografico a Villa Celimontana nell’ambito del Festival delle Letterature di Viaggio, alla Biblioteca Nazionale, al Museo delle Civiltà all’Eur e alla Farnesina, mentre, a ottobre, si terrà la prima edizione del Premio a lui intitolato, riservato alle scuole del fumetto di tutta Europa in attesa delle iniziative previste per il 2027, anno in cui cade il centenario della sua nascita.
Prat nasce a Rimini, ma , allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la sua famiglia si trovava nell’Africa Orientale Italiana, dove il padre prestava servizio nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazional (MVSN). Nel 1941 caduta l’Africa Orientale Italiana, la famiglia Prat viene internata in un campo di concentramento a Dire Daua dove il padre morì nel 1942. Pratt grazie all’intervento della Croce Rossa ritorna in Italia, aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, diviene marò della Xª Flottiglia MAS militando nel Battaglione Lupo. Nel 1945 fu impiegato dagli angloamericani come interprete per le armate Alleate.

Corto Maltese, il cui nome appartiene all’argot andaluso e significa “svelto di mano”, è un marinaio dedito alla pirateria, madre gitana, padre marinaio inglese, nipote di una strega, attraversa il mondo e la Storia, sempre in difesa dei più deboli. Una sorta di ” antieroe che alla ricchezza preferisce libertà e fantasia”.







