Crisi carburanti e caro vita: la UIL FP Napoli e Campania chiede misure urgenti
“La crisi nella disponibilità dei carburanti che sta interessando l’intero Mezzogiorno sta avendo pesanti ripercussioni anche in Campania, trasformando il tragitto casa – lavoro in un vero e proprio calvario quotidiano per migliaia di dipendenti pubblici. Distributori a secco, prezzi in costante aumento e lunghe code agli impianti mettono a dura prova lavoratrici e lavoratori delle Funzioni Centrali, delle Funzioni Locali, della Sanità pubblica e privata e del Terzo settore”. Lo ha affermato – in una nota indirizzata ad enti pubblici, sindaci della Campania e vertici delle Funzioni locali – il segretario generale della UIL FP Napoli e Campania, Vincenzo Torino, che ha aggiunto: “A questa emergenza viaria e logistica si somma una situazione sociale ed economica già fortemente compromessa. Il caro bollette, l’aumento dei generi alimentari e l’impatto dei costi dei carburanti stanno erodendo drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie campane, penalizzando in modo particolare i dipendenti con le retribuzioni più basse e i nuclei monoreddito. Per la UIL FP Napoli e Campania non è più tollerabile che il problema venga affrontato come una mera difficoltà individuale: serve una risposta tempestiva, coordinata e strutturata da parte di tutte le amministrazioni della regione”.
Il sindacato evidenzia come gli strumenti normativi e contrattuali per far fronte a questa fase eccezionale siano già disponibili. Sfruttando le previsioni dei CCNL di comparto, le direttive della Funzione Pubblica in materia di lavoro agile e formazione a distanza, nonché i Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO), è possibile introdurre soluzioni flessibili capaci di tutelare il personale senza pregiudicare la qualità dei servizi resi ai cittadini.
Il segretario generale Uil Fp Napoli e Campania ha, poi, sottolineato: “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale ed economica che sta strangolando le famiglie dei nostri dipendenti pubblici. Il costo insostenibile dei carburanti e l’inflazione rischiano di trasformare ogni giornata di lavoro in presenza in un salasso economico inaccettabile per chi percepisce stipendi già compressi. Non chiediamo privilegi, ma l’applicazione responsabile di strumenti ordinari come il lavoro agile e la flessibilità oraria, previsti dai contratti e dalle stesse direttive ministeriali. Ridurre gli spostamenti non necessari significa tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie, garantendo al contempo la continuità e l’efficienza dei servizi pubblici essenziali offerti alla collettività”.






