Infinito 3D

Nell’Istituto comprensivo “Galvani Angri Terzo”: stampante 3D a scuola-

di Gaetanina Longobardi

“Ma sedendo e mirando, interminati/ spazi di là da quella, e sovrumani/ silenzi, e profondissima quiete/ io nel pensier mi fingo”. Nella poesia L’infinito, Giacomo Leopardi racconta un momento in cui l’immaginazione permette al poeta di andare oltre i limiti della realtà. All’inizio Leopardi si trova sul colle e osserva una siepe che gli impedisce di vedere una parte dell’orizzonte. La siepe rappresenta quindi un limite, perché il poeta non può vedere ciò che si trova oltre di essa. Tuttavia, proprio questo ostacolo stimola la sua immaginazione. Non potendo vedere l’orizzonte, Leopardi comincia a immaginare ciò che potrebbe esserci oltre la siepe: “interminati spazi”, “sovrumani silenzi” e una “profondissima quiete”.

La realtà visibile viene quindi sostituita da una realtà immaginata, molto più grande e senza confini. La parola più importante è “mi fingo”, che significa “immagino” o “creo nella mia mente”. Leopardi riesce così a rappresentarsi mentalmente qualcosa che non può vedere con gli occhi: l’infinito. Successivamente, il poeta sente il vento tra gli alberi. Questo suono concreto lo riporta alla realtà, ma allo stesso tempo gli fa pensare all’eternità, al passato e al presente. In questo modo l’immaginazione non riguarda soltanto lo spazio, ma anche il tempo infinito. Alla fine, Leopardi si lascia completamente trasportare dall’immaginazione e scrive: “e il naufragar m’è dolce in questo mare”. Il poeta paragona l’infinito a un mare nel quale il suo pensiero si perde. Questo “naufragio” è piacevole perché, per un momento, egli riesce a superare i limiti della realtà e a immergersi nell’immensità dell’infinito.

Nell’Istituto comprensivo “Galvani Angri Terzo”, l’immaginazione diventa  tanti oggetti reali. Il Dipartimento di Tecnologia rende le lezioni più pratiche e coinvolgenti. Tra gli strumenti che stanno trovando spazio nelle scuole ci sono le stampanti 3D, capaci di trasformare un progetto realizzato al computer in un vero oggetto tridimensionale.

Gli studenti possono progettare e costruire direttamente. Per realizzare un oggetto è necessario idearlo, progettare il modello, individuare eventuali errori e correggerli. Questo processo aiuta gli studenti a sviluppare creatività, capacità di problem solving e collaborazione.

Sotto la guida della Dirigente scolastica Anna Scimone, l’Istituto Comprensivo “Galvani Angri Terzo” guarda al futuro attraverso l’innovazione e la tecnologia.

Gli oggetti creati saranno meravigliosi ricordi da conservare, come il portachiavi personalizzato con il nome della scuola. Un oggetto dal grande significato: porta con sé il nome dell’Istituto e rappresenta il legame tra gli studenti e la loro scuola.

E l’immagine stilizzata in 3D di San Giovanni, santo patrono di Angri rappresenta un interessante incontro tra innovazione, creatività e tradizione:  l’immagine di San Giovanni prende progressivamente forma, diventando un’opera che unisce il patrimonio culturale del territorio alle nuove tecnologie.

La scuola prosegue avanti. Punto di riferimento e diventando un viaggio che circumnaviga il futuro. Le mani in movimento, impegnate in profondi capolavori che tendono verso l’infinito.

Gaetanina Longobardi Gaetanina Longobardi

Gaetanina Longobardi

Gaetanina Longobardi è una scrittrice di Angri. Sposata con un figlio. Suoi lavori sono La Certosa Abbandonata, Tuono, Armonia Amalfitana, La Fuga di Ionio, Prima di Eroe, Ali di farfalla. Ama il Medioevo e scrivere racconti brevi per omaggiare il suo grande amore Domenico Rea. Studia con ossessione gli Ostrogoti e qualche volta vede passare per strada Teia, il re ostrogoto che ama immensamente. Ha iniziato il tour letterario della Certosa Abbandonata.

Altri articoli di Gaetanina Longobardi

Ultimi articoli di Mondo scuola