Amoruso:”trasformare Salerno da porto di transito a luogo di destinazione finale”
La componente del consiglio direttivo di Salerno Experience Network, CFO Amalfi coast cruise terminal, spiega che «negli ultimi due anni il numero dei passeggeri che transitano per Salerno è aumentato fino a circa 400mila unità».
«Fare di Salerno non un porto di transito ma un luogo di destinazione finale». A dirlo è Francesca Amoruso, CFO Amalfi coast cruise terminal e membro del consiglio direttivo di Salerno Experience Network. «Come direttore finanziario dell’attuale concessionaria della stazione marittima di Salerno – spiega – registro un aumento sempre crescente del numero dei passeggeri, e quindi delle navi in attracco, a partire dalla firma della concessione avvenuta nel settembre 2024. Ad oggi il numero dei passeggeri che transitano per Salerno è aumentato fino a far registrare un consuntivo di circa 400mila unità. Un consuntivo che aumenterà fino a far registrare numeri molto più elevati nei prossimi anni. Considerando che la concessione durerà fino al 2032, abbiamo in previsione di raggiungere circa 550mila passeggeri».
Qual è, però, il punto? «Questi passeggeri – continua Amoruso – transitano a Salerno. Cioè, Salerno non si qualifica, almeno fino a oggi, come un porto di imbarco e sbarco, ma come un porto di transito. E il transito non comporta la permanenza nella città. Per qualificarsi come porto di imbarco e sbarco, Salerno dovrebbe creare una rete ricettiva, di ristorazione e culturale assai ampia e coesa. La città dovrebbe, cioè, farsi trovare pronta con un’offerta turistica strutturata e stabile».
Contribuire alla creazione di questa rete è la mission principale di Salerno Experience Network. «Sentiamo la necessità che si sviluppi questa rete perché Salerno rimane un porto necessario di passaggio per le più belle destinazioni di carattere archeologico, naturalistico e culturale della provincia e della regione. La città dovrebbe attrezzarsi per offrire una serie di attrattive che possano indurre i passeggeri a rimanere in loco nei momenti di permanenza della nave. Questo – conclude Amoruso – costituirebbe anche un vantaggio economico per la città».






