Eboli, giornalista carbonizzato, svolta nelle indagini, un uomo confessa
di Claudia Izzo-
La svolta.
Svolta nelle indagini dirette dalla Procura di Salerno e condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno, nel caso del giornalista 53enne originario di Nocera, Luigi “Luca” Esposito, trovato carbonizzato alla periferia di Eboli, in località Cioffi, nella notte tra il 18 ed il 19 luglio scorso.
Elemento fondamentale è stato un’impronta digitale riscontrata sull’auto di Esposito. Ad essere stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto è stato un uomo di nazionalità tunisina di 26 anni, incensurato, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio italiano, trovato in un casolare abbandonato non lontano dal luogo dell’omicidio. L’uomo all’arrivo dei carabinieri, prima ha tentato la fuga, poi si è barricato dentro. Nel corso della perquisizione della struttura è stato rinvenuto il secondo cellulare di Esposito ed una sua carta di credito. Condotto al Comando Provinciale dei carabinieri di Salerno, l’uomo alla presenza di un difensore, ha confessato.
Esposito conosceva dunque il tunisino, il loro incontro di sabato era stato preceduto da una telefonata. Poi la lite, di qui le fratture rinvenute sul corpo del giornalista che, ancora in vita, è stato carbonizzato.
Il caso.
Su segnalazione di un incendio i Vigili del Fuoco erano intervenuti ed in quella occasione avevano rinvenuto un corpo carbonizzato difficile da identificare. Poi la scoperta, si trattava del giornalista Luigi Esposito, conosciuto come Luca. Nei pressi della tragedia vi era la sua auto ed un proiettile. Secondo le ricostruzioni e le diverse fratture riscontrate sul corpo della vittima rinvenute con l’autopsia, già si era arrivati alla conclusione che il giornalista era morto per soffocamento dovuto ai fumi inalati del suo rogo, quindi era ancora in vita quando il suo omicida gli ha dato fuoco.
La cronaca impone di scrivere riguardo a elementi importanti nella ricostruzione del caso. E’ con la massima cura che ci imponiamo di raccontare i fatti avvenuti. Si è ritrovata l’impronta e il cellulare mancante. Oggi la confessione.
Innanzi ad una tragedia del genere serve discrezionalità e umanità. Restano solo tanti interrogativi che Esposito porta via con sè: perchè il conosciuto commentatore sportivo millantava di essere un biologo e di essere un dipendente dell’Arpac se l’Ordine dei Biologi e l’ente hanno smentito? Perchè dire di essere sposato se non vi era nessuna moglie e l’anello che portava al dito era dei genitori?







