Prise de la Bastille by Jean-Pierre-Louis-Laurent Houel. Pubblico Dominio-.

14 luglio 1789, 237 anni dall’assalto alla Bastiglia, la fine della Regina di Francia

di Antonietta Doria-
237 anni fa il popolo francese prese la Bastiglia, la storica fortezza di Parigi, costruita nel XIV secolo e diventata poi una celebre prigione di Stato, per rubarne le armi. Alta 24 metri a pianta rettangolare con quattro torri, circondata da un fossato, era il luogo in cui  i re facevano rinchiudere per anni o per tutta la vita sudditi ostili alla monarchia.
Questo gesto simbolico e rivoluzionario,  la presa della Bastiglia, segnò la fine dell’assolutismo monarchico e dell’Ancien Régime, dando vita alla Rivoluzione Francese. All’interno della Bastiglia, infatti,  vi erano soltanto  sette prigionieri,  ma  il valore simbolico dell’operazione non aveva eguali: il popolo parigino che viveva una grave crisi economica, sociale, alimentare, fatta di carestia, cattivi raccolti,   sfidò apertamente il potere reale.
Appena qualche mese dopo la Bastiglia fu demolita e il 14 luglio fu scelta come data per la Festa Nazionale francese associata ai valori di libertà, uguaglianza, fraternità.
Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo Lorena, arciduchessa d’Austria fu destinata, dalla madre Maria Teresa d’Austria vedova di Francesco Stefano di Lorena, a sposare, appena quattordicenne,  il Delfino di Francia che di anni ne aveva sedici, per stabilire un’alleanza con la Francia contro Prussia e Inghilterra mentre le sorelle della futura regina di Francia, , Maria Carolina e Maria Amalia furono destinate rispettivamente, a Ferdinando IV di Borbone sul trono di Napoli e  a Ferdinando I di Parma.
Con 57 carrozze, nel 1770,  Maria Antonietta lasciò Vienna. L’incontro con il suo futuro sposo fu alquanto deludente, Luigi XVI  era goffo e impicciato. Le nozze furono celebrate il 16 marzo dello stesso anno e nell’aprile i giovani sposi divennero re e regina di Francia a causa della morte di Luigi XV per vaiolo.
Maria Antonietta a quattordici anni. Pastello di Joseph Ducreux, inviato a Versailles come ritratto ufficiale (1769).

Maria Antonietta aveva 18 anni. Il suo un matrimonio  fu deludente e tormentato, così,  traferitasi a Versailles cominciò a vivere nelle frivolezze tanto da essere definita” donna frivola, irresponsabile, assetata di lusso e dissipatrice”. La Francia non l ‘amava. In occasione della cosiddetta guerra delle farine,  il drammaturgo Choderlos de Laclos organizzò la cosiddetta “marcia delle Amazzoni delle Halles” che si recarono a Versailles a chiedere pane al cospetto del re; in quella occasione fu poi attribuita a Maria Antonietta la frase  “Se non hanno pane che mangino brioches.”

Il 19 dicembre 1777 la Regina dette alla luce la primogenita, Maria Teresa Carlotta,  cui seguì il 22 ottobre 1781 l’erede al trono, Luigi Giuseppe. Più tardi sarebbero nati Luigi Carlo, morto giovanissimo a causa di una tubercolosi e, dopo di lui, Sofia Elena Beatrice.

La sua leggerezza, i favoritismi di corte, gli intrighi contribuirono ad allontanare da Maria Antonietta molte delle grandi famiglie dell’antica nobiltà  diffondendo maldicenze e definendola “l’austriaca”.

La Francia precipitò nel caos, il 21 giugno 1791 la famiglia reale tentò di mettersi in fuga verso i Paesi Bassi che scoperta, fu ricondotta a Parigi. Il 20 giugno del 1792 la famiglia reale fu catturata e richiusa nella prigione della Torre del Tempio. Il re, qualche mese dopo, fu processato e condannato a morte salendo  sul patibolo, posto nella attuale Place de la Concorde il 21 gennaio 1793. Nell’agosto dello stesso anno  Maria Antonietta fu trasferita nella prigione della Conciergerie, registrata come Antonietta Capeto,  prigioniera numero 280.

Sottoposta ad un processo-farsa ebbe  41 testimoni contro. Al termine dell’ultima udienza il presidente Herman le chiese se avesse qualcosa da dire in sua discolpa e la regina pronunciò queste parole: “Ieri non conoscevo i testimoni e non sapevo cosa avrebbero detto. Ebbene nessuno ha pronunciato niente di positivo contro di me. Chiudo osservando che fui solo la moglie di Luigi XVI e che dovevo pur conformarmi  alla sua volontà.”

Entrambi i difensori della Regina,  Tronson du Coudray  e Chauveau La Garde, furono arrestati nella stessa sala delle udienze. I giurati ritiratisi per deliberare ed in una sola ora dichiararono la regina colpevole di alto tradimento.  Respinta l’ipotesi di un suo esilio negli Stati Uniti, fu condannata a morte. Il 16 ottobre 1793 fu fatta salire sul patibolo e le sue ultime parole furono per il boia Henri Sanson cui, inavvertitamente aveva pestato un piede: “Perdonatemi, signore, non l’ho fatto apposta”.

Maria Antonietta fu ghigliottinata ed il suo capo mostrato al popolo festante, sepolta in una fossa comune. I resti dei sovrani furono cosparsi di calce viva.  In Francia più tardi si diffuse il culto della “regina martire”: lo scrittore e poeta Leon Bloy nella sua opera “la cavalleria della morte” si immedesimò nel suo avvocato difensore chiedendole perdono a nome della Francia.

A differenza di quanto avvenne con i Romanov che furono riabilitati ufficialmente dalla Corte suprema russa e canonizzati dalla Chiesa ortodossa, Luigi XVI e Maria Antonietta  non sono mai stati assolti , nel tempo, dai tribunali francesi moderni, anche se le loro condanne furono annullate con la restaurazione di Luigi XVIII, punendo con l’esilio i membri della Convenzione ancora vivi.

 

 

Prise de la Bastille by Jean-Pierre-Louis-Laurent Houel. Pubblico Dominio-.

 

 

 

 

Antonietta Doria Antonietta Doria

Antonietta Doria

Già docente di Lingue e Letterature Straniere, ama la lettura, la civiltà greca, l'enigmistica e la sua Volcei. Appassionata di antiquariato è una profonda conoscitrice del mondo Shakespeariano, di miti e Leggende. La scrittura è la sua nuova frontiera.

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