Cronaca di una commemorazione
“Le istituzioni crollano ma la Salerno antifascista non si piega”-
di Claudia Izzo-
Il caso
In un clima di tensione, di grande risonanza politica, sociale e mediatica per la concessione del Salone dei Marmi del Comune di Salerno, alla presentazione del libro “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella”, per l’autorizzazione alla fiaccolata per la commemorazione e per il diniego della richiesta di utilizzare Piazza 25 Aprile per una manifestazione da parte del Comitato 25 Aprile, il 7 Luglio è giunto.
7 Luglio 1972
E’ questa la data in cui 54 anni fa, Carlo Falvella, studente di filosofia all’Università degli Studi di Salerno e vicepresidente del FUAN, Fronte Universitario d’Azione Nazionale di Salerno, organizzazione universitaria
del MSI, fu ucciso in via Velia dopo una violenta colluttazione da Giovanni Marini, militante del PCI, da cui uscì per le sue posizioni anarchiche.
Giovanni Marini estrasse un coltello che era andato a prendere a casa e colpì Falvella, che morì poco dopo in ospedale. Nel 1975 Marini fu condannato a dodici anni di carcere, di cui ne furono scontati sette per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissa. Morirà di infarto nel 2001 a 59 anni
Dal 2014 L’Associazione Tradizione Futuro onora la memoria di Carlo Falvella con un raduno di “camerate” alle ore 18, fiaccolata e saluto romano a braccia tese in via Velia all’urlo “Camerata Falvella-Presente!”
L’antefatto
Soltanto nella notte tra il 1 e il 2 Luglio si è registrata una violenta rissa neo pressi del porticciolo di Pastena tra tre esponenti di Casa Pound che stavano affiggendo manifesti per la fiaccolata del 7 Luglio in memoria di Carlo Falvella e militanti di sinistra, episodio su cui indaga la Digos.
Il libro presentato al Comune di Salerno
Il libro in questione, curato da Tony Fabrizio, è pubblicato da Altaforte Edizioni, casa editrice considerata vicina all’area di CasaPound per questo già allontanata nel 2019 dal salone del Libro di Torino, ed ha destato grande preoccupazione per le esaltazioni delle ideologie fasciste e
gli attacchi ad organizzazioni democratiche e sindacali quali , ANPI, CGIL, Arcigay e i movimenti studenteschi che vengono definiti “il latrato piagnucoloso dei collettivi”, ” gentaglia dai valori pari a zero”.
Durante la presentazione a cui hanno partecipato tra gli altri, i consiglieri comunali Gherardo Maria Marenghi e Gabriele Casaburi, il senatore Domenico Gramazio, il Consigliere Regionale Roberto Celano, si parlava di “eroismo contro pietismo” definendo “squallidi”, “miserabili” e “quattro poveracci” “coloro che che non rappresentano neanche una posizione di sinistra”, sotto, sul marciapiede difronte al Comune si manifestava sulle note di “Bella ciao” con slogan “Fuori i fascisti da Salerno” e striscioni con su scritto “Le istituzioni crollano ma la Salerno antifascista non si piega”.

In campo sotto al Comune, il Deputato Franco Mari, i consiglieri comunali Massimo Lanocita e Giso Amendola, associazioni, movimenti, forze politiche antifasciste. Per un momento, all’arrivo dei primi militanti di Casa Pound e di Forza Nuova si sfiora il contatto tra le due fazioni, sventato dal cordone umano messo su grazie al Consigliere comunale Lanocita che insieme ai presenti ha evitato che la protesta raggiungesse il Comune.
Salerno centro blindata.
Il corso Vittorio Emanuele è stato blindato: massiccio il presidio di forze dell’ordine, almeno 15 mezzi tra Carabinieri e Polizia per permettere il regolare svolgimento della fiaccolata in onore del “camerata” Falvella con un elicottero che dominava i cieli.
Il Presidio Antifascista e i partecipanti di CasaPound
Il presidio antifascista si colloca in Piazza Dante. Due fazioni, divise dal cantiere allestito in via Velia per i lavori di ripavimentazione. Altri si spostano fino alle 21,30 in Piazza XXV Aprile, ex Piazza Vittorio Veneto, Piazza dedicata alla Liberazione ed ai Partigiani, luogo non autorizzato da Prefettura e Questura.
Poi la messa per Carlo Falvella presso la Chiesa Sacro Cuore e all’esterno si compattano gli esponenti di CasaPound e Forza Nuova che mediano con le Forze dell’Ordine e percorrono il Corso Vittorio Emanuele fino a via Velia. Qui, sole tre persone per questioni di sicurezza depongono la corona innanzi alla stele posta dal Comune di Salerno per Carlo Falvella, poi torce in mano, fasci e croce celtica tatuati, sull’attenti e saluto romano al grido di “Camerata Falvella, Presente!” , a cui fa eco ” Bella ciao” da Piazza Dante.
Il tutto termina alle 21 dopo un caldo pomeriggio pieno di tensione ma trascorso senza nessun tipo di incidente.

/
Il controsenso.
Ancora non si capisce come sia stata possibile la presentazione di questo libro al Salone dei Marmi di Salerno che nel 1944 ha ospitato la prima riunione del Consiglio dei Ministri del Governo Badoglio dopo il ventennio fascista; luogo di forte evocazione democratica, dunque, sede storica del Primo Governo dell’Italia liberata.
La cerimonia commemorativa in memoria di un ragazzo ucciso brutalmente in un momento storico di grande violenza in campo politico, non significa accettare la strumentalizzazione della stessa alimentando un fascismo rinnegato nella XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana che recita: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partita fascista”, principio poi attuato sul piano penale dalla Legge Scelba n.645 del 1952 che punisce nello specifico l’apologia del fascismo.
Immagini a cura di salernonews24.it







