Limen Salerno Festival, lo splendore di una comunità di giovani tra musica, arte, socialità

di Sergio Del Vecchio-

Si è conclusa la VII edizione dell’atteso Limen Salerno Festival che dal 25 al 27 giugno ha trasformato l’Arena Ghirelli del Parco dell’Irno in un appuntamento  di riferimento a livello regionale fatto di socialità, ottima musica, con installazioni, laboratori, talk, attività partecipate.

Il filo conduttore di questa edizione è stata la Scelta, a ricordarci che in questi tempi di vuoto, di orrore, di frastuono a distrarre le masse, siamo chiamati a scegliere. Una tre giorni fatta di bellezza, di contenuti, di canzoni urlate al cielo, di voglia di presenza.

Dal rap visionario di Rancore e Murubutu & Moon Jazz Band, alla scrittura intensa di Angelica Bove, passando per lo stile inconfondibile Dutch Nazari, il groove mediterraneo di Banda Maje & Tonico 70, fino allo storico debutto internazionale della cantautrice brasiliana Mari Froes il festival  ha chiuso con l’energia travolgente dei Bandabardò e l’emozionante concerto di Roberto Colella che con il suo ultimo album ci ricorda che “Ce Sta Sempe Na Via” 

“Desidero ringraziare i volontari e tutte le persone che durante l’anno hanno sacrificato parte del loro tempo per lavorare a questo progetto” ha affermato sul palco il Presidente dell’Associazione Limen, Luca Cifarelli, . Il Limen non dura soltanto questi tre giorni di festival, ma vive durante tutto l’anno attraverso i nostri eventi, le attività culturali e l’aula studio gratuita. Continueremo a lavorare con lo stesso entusiasmo per offrire alla città di Salerno uno spazio di crescita, incontro e condivisione.”

A sottolineare il valore artistico dell’edizione è intervenuto anche il direttore artistico Giovanni Guariglia, che ha evidenziato il lavoro svolto nella costruzione di una line up capace di parlare a pubblici differenti:

“Anche quest’anno il festival è riuscito a soddisfare gusti musicali molto diversi. Non è mai un’impresa semplice, eppure ci siamo riusciti. Ringrazio tutte le persone che hanno scelto di darci fiducia, confermando ancora una volta la forza di una visione e di un’identità che il Limen costruisce anno dopo anno. Crediamo che la musica abbia la capacità di unire le persone in ogni sua sfumatura: nei momenti di festa, di leggerezza e condivisione, ma anche quando invita a fermarsi, riflettere e guardarsi dentro. È questo il festival che vogliamo continuare a costruire”.

Qui si incontrano diverse generazioni, questa è la sua forza, proporre tematiche mai banali con protagonisti del mondo musicale che di cose da  dire ne hanno davvero, con la capacità quindi, di legare persone di età diverse nell’ascolto, nella fruizione.

Quello che di questo festival dunque piace è la potenza che ha in sè di unire, divenire piazza condivisa, divenire musica aggregante, divenire luogo vero in una società fatta di luoghi virtuali, un evento che ha il potere di incantare per la sua semplicità che travolge. Un evento che dà ciò che promette. Quando vai via porti con te qualcosa, una emozione di condivisione.

Allora, un plauso agli organizzatori, che siano sempre in grado di scegliere il meglio e di proporre ai fruitori la scelta.

 

Sergio Del Vecchio Sergio Del Vecchio

Sergio Del Vecchio

Dottore commercialista, giornalista pubblicista, appassionato d’arte, di musica e di fumetto. Ama leggere, disegnare e dipingere. Nel suo percorso professionale si è occupato di formazione e terzo settore. Ha costituito l’Associazione Salerno Attiva – Activa Civitas con cui ha organizzato a Salerno 10 edizioni di VinArte, un format di successo che univa il mondo del wine all’arte nelle sue declinazioni. Nel 2017 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Contaminazioni, con cui ha curato diversi eventi e l’edizione del libro “La primavera fuori, 31 scritti al tempo del coronavirus” di cui è anche coautore. Colleziona biciclette e tra i fornelli finge di essere un grande chef.

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