“Era quello il tempo – un viaggio tra luoghi e pensieri” il libro fotografico di Valentino Petrosino
di Carlo Pecoraro-
Quattordici scatti, quattordici viaggi nella memoria. Foto che raccontano di luoghi abbandonati, lasciati all’improvviso. Luoghi che diventano la fotografia di un momento preciso e allo stesso tempo, memoria. Si intitola “Era quello il tempo – un viaggio tra luoghi e pensieri” ed è il libro fotografico pubblicato da Valentino Petrosino, che il 25 giugno sarà presentato (ore 19) alla libreria “Libramente” di Salerno.
Il libro è una selezione di immagini di un progetto fotografico sui paesi abbandonati. In particolar modo su quelli della Campania. E a ogni scatto si accompagno pochi versi, che sono appunti di viaggio poetici. Perché le foto di Valentino Petrosino parlano senza necessariamente essere descritte. La didascalia è una emozione raccolta tra mura abbandonate. Immagini, che sono dettagli che arrivano dritti al cuore dell’osservatore. Dettagli che l’obbiettivo di Petrosino coglie e mette in evidenza. Talora una scritta, un parato sgualcito, una sedia ostetrica, una copertina patinata e poi muffe, colori sbiaditi che nel rigore del bianco e nero fotografico, diventano sfumature di grigio.
Poi ci sono i versi, quelli haiku, che Petrosino usa come didascalie poetiche alle immagini. Ma sono anche una parte intima dell’artista che si confronta con i luoghi visitati, entrando nella carne viva delle emozioni di questo attraversare con la macchina fotografica tra le mani. Da Sorbo, frazione di Montecorvino Pugliano, ad Apice nel beneventano, passando per Fondola e Croce, a Caserta. Sono questi i posti documentati dall’artista. E quelle rovine diventano nature morte dipinte da milioni di pixel. Ma “il ricordo delle cose passate non è necessariamente il ricordo di come esse furono” scriveva Proust. E noi non sapremo mai cosa furo quei luoghi per chi li abitò.
Per questo, il libro, non è un documentario, non è una raccolta di immagini che fermano un attimo storico per consegnarlo alla memoria dei posteri. Ma diventano veri e propri quadri. Immagini minimali e metafisiche, dove il gioco delle luci interviene a definire i perimetri. Dove, Valentino Petrosino mette in linea di mira, per citare Bresson, “la testa, l’occhio e il cuore”.
Un viaggio iniziato nel 2018, nato come progetto fotografico a lungo termine, un lavoro di ricerca e documentazione silenziosa. “Tutto ha preso forma – spiega Petrosino – all’interno di un laboratorio fotografico curato da Antonio Biasiucci, dove ho capito cosa significa “abbracciare” la luce e cosa significa disegnare con essa. Nel corso degli anni – prosegue – questo progetto ha cambiato pelle, proprio come me. Nel 2021 è diventato un libro, Edizioni Il Saggio, grazie alla preziosa collaborazione di Antonio D’Amico, fondendo fotografia e narrativa in un’unica voce. Poi, la ricerca è continuata: nel 2025 è diventato “Le voci di dentro” e nel 2026 si è evoluto ancora in “Le voci di dentro: echi di un’anima”. Ma sentivo che il cerchio doveva chiudersi, così sono tornato al cuore di quel primo lavoro con D’Amico per curarne una seconda edizione 2026, interamente mia”.
Trentacinque anni, salernitano, Valentino Petrosino coltiva la passione per la fotografia da quando aveva dieci anni. Nel 2019 viene selezionato per partecipare al laboratorio fotografico del progetto Open He Art, realizzato dal MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, iscritto alla Fiaf – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche dal 2016, per la quale ricopre il ruolo di responsabile per la provincia di Salerno e di coordinatore dei Laboratori Di Cult e di tutor fotografico, ha partecipato a diverse mostre collettive nazionali e internazionali.







