Erri De Luca a Salerno Letteratura: “Non sono stato escluso, è il festival che si è escluso da me”
di Claudia Izzo-
Lo scrittore Erri De Luca non aprirà più l’edizione 2026 di Salerno Letteratura, non ci sarà cioè in quel momento sacro che nella manifestazione ne detta le linee.
Erri De Luca, è uno scrittore che con le parole ci va a nozze. Non solo in quanto scrittore, non solo in quanto napoletano perchè a Napoli le parole sanno arrivare dove altre lingue non arrivano, ma perchè con le parole ci ha anche marciato, tramite loro ha battagliato, prima nel GAOS, Gruppo di Agitazione Operai e Studenti, poi in Lotta Continua. Lui, prima operaio, facchino in Africa e Tanzania, manovale a sturare le fogne, autista di aiuti umanitari durante la guerra della ex Jugoslavia e a Belgrado durante i bombardamenti NATO, poi dirigente di Lotta Continua, le parole le conosce anche in altre lingue essendo avendo studiato da autodidatta diverse lingue: il russo, lo swahili, lo yiddish e l’ebraico antico. Poi, a quasi 40 anni il suo primo libro Non ora, non qui, tradotto in più di 30 lingue, ricevendo riconoscimenti, collaborando con la Repubblica, Corriere della Sera, Il manifesto, Avvenire. Erri De Luca delle parole ne conosce peso e sostanza. Lui che è un arrampicatore, sa anche che le parole posso diventare montagne inamovibili.
Le parole della controversia.
Così non credente ma non ateo, intervistato dal quotidiano Israel Hayom, intervista ripresa da Il Foglio, ha affermato “ A Gaza non c’è un genocidio. In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione. Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo». Poi il 26 maggio all’Ansa aveva affermato: «Sionismo è diventato un termine dispregiativo per la politica di Israele. Invece per me è quel movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele. Sionista è chi crede a questo diritto. Chi parla di una soluzione a due Stati riconosce che uno di questi è Israele. Sionismo non è espansionismo, che invece lo tradisce».
Poi, sul termine «genocidio» che De Luca non riferisce alla tragedia di Gaza: «Non uso questo termine per definire la distruzione di vite umane in un conflitto che si svolge dentro centri abitati. A Gaza, la popolazione civile è stata continuamente spostata, costretta a essere profuga. Un genocidio l’avrebbe lasciata sul posto. Oppure estendiamo la parola genocidio alle battaglie di Rakka, Mosul, Mariupol, Aleppo».
Dunque non si tratterebbe di genocidio perchè Israele tenterebbe di spostare fuori i Palestinesi. Difficile da spiegare ai Palestinesi.
Poi sui social Erri DE Luca ha cercato di raffreddare quanto affermato «Oggi sionismo coincide con il governo della peggiore destra israeliana. Ho voluto recuperare il senso originale del termine. Sionista è chi riconosce lo Stato di Israele. Chi crede che la soluzione del conflitto consista in due Stati… Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese che naturalmente condivido. È accaduto e me ne dispiace»…
I sostenitori.
Lo scrittore Roberto Cotroneo ha annunciato che non sarà a Salerno, lì dove era stato invitato a parlare di Umberto Eco. “Avrei dovuto parlare di Umberto Eco, che sarebbe davvero inorridito solo all’idea di bruciare un libro, qualsiasi libro, o di togliere la parola a qualcuno». Dunque i festival secondo quest’ultimo non avrebbero una linea, ma sarebbero luoghi di cultura, di dibattito e di incontro.
Dunque i festival non devono avere linee e la parola essendo sacra non la si nega a nessuno.
A Cotroneo si aggiungono Paolo Flores d’Arcais, Marco Lodoli, Stefano Bartezzaghi che dichiarano forfait.
Ma le parole pronunciate da De Luca sono pietre scolpite e lui sa bene ciò che dice.Ha sempre creduto fino all’estremo in ciò che pensava ed il sionismo, nato come risposta alle crescenti persecuzioni dell’antisemitismo dilagante in Europa, con l’obiettivo di creare una casa nazionale agli ebrei, movimento di liberazione nazionale e autodeterminazione del popolo ebraico è diventato nel tempo una ideologia di stampo coloniale, il colonialismo d’insediamento, che ha portato allo sradicamento ed all’eliminazione del popolo palestinese. Un’entità statale ebraica specificamente in Palestina.
‘Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere‘ è la celebre frase della scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall, sotto lo pseudonimo di s. G. Tallentyre nel 1906 per riassumere nella sua biografia la filosofia di Voltaire, in relazione ai concetti di tolleranza e dissenso.
Dunque, massima tolleranza per le parole di chiunque, per il pensiero di chiunque, per la libertà del dibattito e per il pluralismo delle idee. Salerno Letteratura per una mancanza di condivisione di valori decide dunque di evitare la prolusione ma invita De Luca in un’altra sezione. Proprio per garantire un dibattito, un confronto.
Se qualcuno non riconosce un genocidio nell’attuale tragedia di Gaza è preoccupante davvero. Giusto allora che un Festival di Letteratura, di pensiero, ne prenda le distanze decidendo di non dargli il ruolo di aprirla questa edizione e di collocarlo così in un’altra sezione. Anche se si tratta di uno scrittore della levatura di Erri De Luca. Sembrerebbe trattarsi di lesa maestà perchè De Luca non ci sta e non parteciperà, probabilmente, non ha accettato essere stato messo in discussione: “Non sono stato escluso, è il festival che si è escluso da me”. Ipse dixit.
Pazienza.







