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di Giuseppe Moesh-

Lo scorso 28 aprile ho pubblicato una mia riflessione sulla storia della grazia alla signora Minetti ed alla indignazione pilotata da parte di alcuni esponenti di razza della sinistra dall’alto dei soliti panzer quotidiani al servizio del popolo beota.
Evidenziavo in quella sede che era da idioti credere alle panzane propalate in merito alle presunte agevolazioni nei confronti della detenuta in questione, perché avrebbe rappresentato un boomerang scagliato nei confronti del Capo dello Stato.

I leoni da tastiera sempre all’erta, pur di autorappresentarsi come i più puri e duri difensori della morale pubblica, si sono subito lanciati sulla ghiotta notizia, certi di godere del consenso dei loro consimili, ovvero di imbecilli ancora più grossier di loro.

Oggi il Tribunale di Milano ha ribadito che il dossier predisposto sul caso è impeccabile, e quindi che Il Presidente di questa nostra Repubblica garantista, aveva operato correttamente, così come aveva fatto il Ministro della giustizia, non più di grazia, e non certo organizzatore di trappoloni per ingenui presidenti ed uffici correlati.

Come suggerivo nello scritto citato, avvalendomi del supporto di Voltaire, devo constatare che il metodo della calunnia funziona. Quelli che sulla base di slogan hanno votato no al referendum sulla base della non conoscenza dei problemi sono gli stessi che hanno gridato allo scandalo quando si è insinuato che la grazia era un atto clientelare, e non saranno certo loro a stracciarsi oggi le vesti per l’infamia propalata bei confronti del Presidente della Repubblica, del Ministro della Giustizia, del Tribunale di Milano e di tutti i funzionari e le forze dell’ordine che hanno istruito la pratica.

Sono altrettanto certo che il tutto finirà per essere rilanciato con qualche altro dettaglio fasullo e qualche altro testimone attendibilissimo, facendo capire che le connivenze sono tali che non si è potuto scavare a fondo.
Così Voltaire avrà ancora una volta ragione nel pensare: “Calunniate, calunniate; qualcosa resterà”

Giuseppe Moesch Giuseppe Moesch

Giuseppe Moesch

Napoletano, già professore ordinario di Economia Applicata, prestato alla politica ed alle istituzioni nazionali ed internazionali, per le quali ha svolto incarichi e missioni viaggiando in quasi cinquanta Paesi attraversando l’umanità che li popola. Oggi propone le sue riflessioni scrivendo quando non riesce a capire quelle degli altri.

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