Mercoledì Benessere: La “siringa” per dimagrire

di Mariolina De Angelis-

Continua a destare molto interesse la puntura per dimagrire. La comunità scientifica. pone molta attenzione verso questo farmaco e soprattutto sul suo utilizzo a volte smodato.
Nata e sviluppata per curare il diabete di tipo 2, ha visto crescere il suo utilizzo quando si è saputo che i pazienti perdevano notevolmente peso, è così che influencer  e  milioni di persone l’hanno acclamata come l’iniezione dimagrante.
Tante le critiche dal mondo della scienza!
Un approccio diverso arriva al centro della ricerca: i danni sono allarmanti. Sono tanti gli obesi nel mondo: in Italia rappresentano il 38% delle donne e il 52% degli uomini.
Le conseguenze dirette sono rappresentate dalle malattie cardiovascolari e dai danni articolari e psicologici.
Non c’è da stupirsi, quindi, che l’esistenza di un farmaco che faccia perdere peso da solo abbia fatto così scalpore.

Ma come funziona questo farmaco?
Il principio attivo imita un ormone, che invia al cervello il segnale di sazietà, i pazienti mangiano meno e quindi perdono peso.
In molti casi però la perdita di peso dura solo finché il farmaco viene iniettato.
Sono infatti diversi gli studi che dimostrano che entro l’anno dall’interruzione i pazienti recuperano i due terzi del peso perso.
Inoltre, ciò si aggiunge agli effetti collaterali significativi come diarrea, stipsi e infiammazione del pancreas.
L’iniezione inoltre, non modifica le cause reali che conducono all’obesità. Il farmaco agisce solo sul sintomo, il senso della fame.

Ma perché alcuni dimagriscono a fatica e altri invece velocemente?
La ricerca ci riporta al microbioma con le  comunità di batteri, ignorati per secoli, che sono diventati la chiave di lettura di un corpo snello per milioni di persone.
Nel 2000 nacquero  i progetti sui batteri che cominciavano dall’intestino. Oggi gli studi sono oltre 20000 e dimostrano che i batteri dell’intestino non influenzano solo quest’organo, ma tutto il nostro corpo.
Esistono connessioni con altri organi e anche con il cervello che pungono il microbioma al centro dell’attenzione.
La composizione quindi del microbioma può essere considerata come l’impronta digitale di ognuno di noi. I bifidobatteri ed i lattobacilli, sono i batteri più importanti costituenti il microbioma.
Anche nel sovrappeso nel sovrappeso esiste un legame tra batteri intestinali e digestione.

L’unica soluzione quindi non è certamente la puntura.
In uno studio condotto in California è emerso infatti che i partecipanti in sovrappeso  avevano una diversità ridotta ed una composizione alterata del microbioma.Quindi diversità e sovrappeso, sono collegati fra di loro.

Il microbioma è oggetto di studio e va preservato con un’alimentazione sana che preservi la diversità e la corretta composizione dei batteri e dei ceppi degli stessi componenti il microbiota.
Oggi è possibile fare indagini sul microbiota ed eventualmente apportare correzioni con integrazioni personalizzate.

 

Immagine Pixabay Licence

Mariolina De Angelis Mariolina De Angelis

Mariolina De Angelis

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Farmacista da sempre, giornalista con lo scopo di ' divulgare salute'. Empatica, cerco di trasmettere salute e conoscenza. Avendo superato un complesso percorso riabilitativo ho trovato nella malattia la forza necessaria per una rinascita interiore e significativa, per questo sono ancora più vicino a chi può avere bisogno di conforto e aiuto.

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