Un giorno ti svegli e la vita cambia. Davide, la grazia del perdono

Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno

di Claudia Izzo-

“Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno”,.sono le parole  proferite  da Gesù nell’ora più buia sulla croce, mentre viene torturato dai suoi aguzzini, tratte dal Vangelo secondo Luca (23,33). Qui la misericordia assume un volto umano, si è fatta carne, Gesù ama e  perdona da uomo.

In  questo momento storico che stiamo vivendo,  dilaniato dalla ferocia, in un mondo che appare ai nostri occhi ogni giorno più disumanizzato, un gesto compiuto da un ventenne ci fa riflettere.

Davide Simone Cavallo è un ragazzo siciliano di 22 anni, studente di Economia dell’Arte, in lingua, alla Bocconi, innamorato della vita: ama recitare e scrivere poesie,  ballare, viaggiare, ha praticato ginnastica artistica e pallacanestro. E’ lui che,  il 12 ottobre 2025,  è stato aggredito  in Corso Como a Milano da un gruppo di cinque ragazzi.  Due maggiorenni e tre minorenni lo hanno ripetutamente colpito per un furto di 50 euro,  infilandogli persino un coltello nel fianco sinistro e  causandogli  un’ischemia midollare a livello dorsale. Davide stava rincasando, come sempre. L’indomani sarebbe iniziata una nuova giornata fatta di studio e amicizie,  un passo ogni giorno di più mentre si diventa grandi.

Futili motivi sono diventati la causa di una ennesima orribile notizia di cronaca, tra quelle più tristi e dolorose da raccontare. Oggi Davide sta  affrontando le gravi conseguenze delle ferite riportate e cammina con un bastone, convivendo con una disabilità che ne limita la mobilità. Sta affrontando il difficile percorso di recupero, confessando di sentire ancora tutto il peso di quanto gli è accaduto.

La storia sconvolge per la violenza inaudita degli aggressori e per la loro giovane età. Il branco, lo stare in gruppo, lo spalleggiarsi, il mietere vittime insieme fa figo. Si è duri. Si accoltella e si scappa con un pò di grana in più in tasca.

Il 20 maggio scorso si è tenuto il processo di primo grado che ha portato a 20 anni di reclusione  per l’aggressore, il 19enne Alessandro Chiani,  e a 10 mesi per il complice, il 18enne Ahmed Atia, che ha fatto il “palo” durante il pestaggio. Gli altri, minorenni , saranno processati dal Tribunale dei minori.

Davide si è ritrovato in ospedale, operato d’urgenza, terapia intensiva due tubi in petto e le gambe che non rispondono. Non ricorda niente, buio fitto. Cerca di strapparsi i tubi. La paura in ogni cellula del corpo senza ricordare cosa fosse successo e senza sapere cosa sarebbe successo da quel momento in poi. Il suo corpo deve scoprire la sua nuova sensibilità con tutti gli interrogativi a cui, piano piano, dovrà dare risposte.

Ma è durante l’udienza che avviene l’inimmaginabile. Il ragazzo che ha subito il danno, il torto, l’aggressione, che è costretto ormai a vivere la sua condizione di  disabilità,  ha chiesto ed ottenuto il permesso di abbracciare i suoi aggressori, dicendo di non provare odio per loro ma compassione. Una rivoluzione interiore.

Sguardi tra vittima e carnefice difficili da dimenticare.

Davide, che  si riesce a muovere a malapena e sta in piedi sorretto da due bastoni da trekking,  perdona così colui che ha affondato il coltello nelle sue carni, colui che lo ha reso disabile ed allo stesso tempo  è grato alla vita per esserci ancora e intende aiutare gli atri, le altre vittime di aggressione e gli aggressori stessi. Al di là del dolore fisico e psicologico, questo giovane cerca di comprendere ciò che tanti non tenterebbero di capire e che non perdonerebbero mai. Cerca di capire cosa può aver spinto cinque giovanissimi ad aggredirlo e accoltellarlo per derubarlo: la rabbia, la frustrazione e li  invita a fare della loro vita qualcosa di bello.

Preservando la sua vita dalla rabbia e dal rancore, Davide propaga luce e nutre la grazia del perdono, perchè perdonare colui che ha dilaniato il nostro corpo e la nostra anima, conduce ad un livello superiore dell’esperienza umana, ci ricorda che in un mondo disperatamente violento, aggressivo, svuotato di valori e significati, solo l’amore può darci la possibilità di sopravvivere. E con esso la luce del perdono, quella fiamma che brucia dentro pochi, in grado di illuminare il buio di molti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it che nasce a Salerno e tratta notizie locali, nazionali e internazionali, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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