I problemi matrimoniali di Lotario II

di Gaetanina Longobardi-

Lotario II fu re della Lotaringia dal 855 al 869 ed è ricordato soprattutto per le difficoltà religiose legate al suo matrimonio. Era figlio dell’imperatore Lotario I e apparteneva alla dinastia carolingia, fondata da Carlo Magno. Alla morte del padre, con il trattato di Prüm dell’855, l’impero carolingio venne diviso tra i suoi figli: a Lotario II toccò il territorio compreso tra la Germania e la Francia, che prese il nome di Lotaringia proprio da lui.

La Lotaringia era una regione molto importante perché si trovava al centro dell’Europa occidentale e comprendeva territori ricchi e strategici, attraversati da importanti vie commerciali. Tuttavia era anche un regno fragile, stretto tra i domini dei suoi zii e dei suoi fratelli, e spesso minacciato da lotte dinastiche e invasioni esterne.

Il principale problema del regno di Lotario II riguardò il suo matrimonio con Teutberga. Il re desiderava separarsi da lei perché non riusciva ad avere figli legittimi e voleva sposare la sua amante Waldrada, dalla quale aveva già avuto dei figli. Per l’epoca la questione era molto delicata, perché il matrimonio reale aveva un grande valore politico e religioso.

Lotario II cercò quindi di ottenere l’annullamento del matrimonio accusando Teutberga di comportamenti scandalosi e facendo pressione sui vescovi del regno affinché approvassero la separazione. Alcuni concili ecclesiastici inizialmente gli diedero ragione, ma il papa Niccolò I intervenne con decisione contro il re. Il pontefice dichiarò valido il matrimonio con Teutberga e condannò il tentativo di Lotario di sposare Waldrada.

Nell’858 d.C. decise di raggiungere Benevento per incontrare il fratello Ludovico II il giovane, re d’Italia dall’850 e imperatore dei romani dall’855. Lotario II cerca un consiglio dal fratello e vuole incontrare la bella cognata, moglie del fratello, Engelberga.

Lotario affronta la salita per oltrepassare il fiume Sabato e finalmente sorride alla vista del fratello. Le sentinelle oltre le possenti mura di Benevento rimangono nell’attesa dell’incontro tra i due fratelli. Nella barba nera del re d’Italia Ludovico II appare un sorriso perché vedere il fratello maggiore Lotario II lo riporta a un ricordo con il padre Lotario I morto tre anni prima. Ludovico scende da cavallo a toccare la spalla del primogenito.

I nobili beneventani sono sbalorditi, nei discendenti di Carlo Magno avvertono la bellezza dell’aura regale: sia Lotario II che Ludovico hanno gli stessi capelli lucenti mossi dal vento nell’abbraccio e gli occhi penetranti dello stesso colore sparpagliato tra le colline.

Lasciano le porte della fortezza per accedere nell’immenso salone, i panni decorati alle pareti sono un omaggio alla storia carolingia e nei disegni Lotario II individua con trasporto il padre Lotario I e i consanguinei in medaglioni tessuti in lana e oro.

Appare la regina che posa la mano sul braccio del cognato in un gesto soave e sorride a palesare sostegno. Il buonumore di Engelberga migliora le difficoltà sentimentali di Lotario II

Ludovico II la vuole sempre al suo fianco. Nel primo incontro tra Engelberga e Ludovico, lo splendore del panorama azzurro racchiuso tra le ciglia lo costringeva a restare vigile durante la notte e cercare la stanza della giovane franca. L’alba giungeva presto per trovarli esausti e felici nella battaglia perfetta che brucia l’interno dei corpi. La gravidanza prima del matrimonio aveva portato i documenti nuziali a cambiare data e Gisela (la figlia di Engelberga e Ludovico) somiglia alla madre nello sguardo fatto di cielo.

Ludovico è contento mentre sorseggia un cratere di vino mielato: la comparsa del fratello gli permette di distrarsi dalle vicende del suolo italico. Engelberga batte le mani per la contentezza, ma l’ora del convito offre ristoro per gustare la varietà di formaggi e di pani su lunghe mense semicircolari tra frutta ornata di fiori a cascata. Ludovico non smette di parlare, grato della possibilità di sfogarsi della situazione politica assai complicata… Tutta colpa dei napoletani che hanno assoldato i mercenari del mare contro i beneventani. I predoni feroci del mare a servizio come mercenari non avrebbero lasciato tali abbondanti luoghi e ormai sono insediati tra il ducato di Napoli che è sempre territorio bizantino e i beneventani che sono domini longobardi. Intanto, ogni città dichiara la propria indipendenza e tesse alleanze. Alla fine, Ludovico II dividerà il principato di Benevento e creare un nuovo principato di Salerno.

Parlano il teotisco, la lingua di Carlo Magno. Il discorso dell’imperatore Ludovico si interrompe per sorsi di nettare scuro e Lotario si accorge che il fratello non sarà in grado di ascoltare i suoi problemi e decide di non accennare alla grave situazione. Sono settimane che non gode di una serata così piacevole, nella confusione di sessanta nobili si confondono il seguito carolingio e beneventani dai larghi privilegi. Segue la moltitudine della musica di antiche ballate di respiri franchi e corpi longobardi assaliti da pensieri onnipotenti ben superiori alla coscienza religiosa. Non vede cambiamenti tra le due sponde unite e si domanda allora quale possa essere il gusto a tribolare, ma alle prime luci dell’alba della festa rimarrà poco della mescolanza di culture.

Il banchetto giunge al termine e alcuni servitori preparano una delle stanze superiori per il sovrano lotaringia. Il sonno di Lotario arriva su di una coperta azzurra e all’istante intravede le curve ammalianti del corpo dell’amante. Si risveglia sudato con il desiderio per il sapore della donna che non è sua moglie, ma Ludovico non potrà aiutarlo nel disegno progettato. Ludovico non può armare l’esercito franco per gli interessi del fratello. Il papa Niccolò sarebbe capace di un’alleanza con l’imperatore bizantino Michele III e scagliare l’impero romano d’Oriente contro i figli di Lotario I.

Il papa Niccolò non annullerà il matrimonio.

Non ci saranno uscite per Lotario II che non può scappare da questo amore.

Questo scontro ebbe grande importanza storica perché mostrò il crescente potere della Chiesa e del papa nei confronti dei sovrani europei. Per la prima volta un pontefice riuscì a imporsi apertamente su un re carolingio in una questione privata ma con forti conseguenze politiche. Lotario II dovette quindi affrontare una situazione difficile: da una parte desiderava assicurare la successione ai figli avuti con Waldrada, dall’altra rischiava di entrare in conflitto con la Chiesa e con gli altri sovrani franchi.

Negli ultimi anni del suo regno cercò più volte di ottenere il consenso papale alla separazione, recandosi anche in Italia per incontrare il papa. Tuttavia non riuscì mai a risolvere definitivamente il problema matrimoniale. Nel 869 morì improvvisamente durante il viaggio di ritorno da Roma, probabilmente a causa di una febbre.

Dopo la sua morte, non avendo eredi legittimi riconosciuti dalla Chiesa, il regno di Lotaringia venne spartito tra i suoi zii, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, con il trattato di Meerssen dell’870. La scomparsa di Lotario II segnò quindi la fine dell’indipendenza della Lotaringia.

La figura di Lotario II è importante nella storia medievale soprattutto perché il suo regno mostra la debolezza politica dei sovrani carolingi dopo Carlo Magno e il crescente ruolo del papato nella politica europea. La sua vicenda personale e matrimoniale divenne un simbolo del conflitto tra potere politico e autorità religiosa nel Medioevo.

 

Lotario nella battaglia di Chlumec/Kulm, contro i boemi. Raffigurazione del XV secolo. Pubblico dominio

 

Gaetanina Longobardi Gaetanina Longobardi

Gaetanina Longobardi

Gaetanina Longobardi è una scrittrice di Angri. Sposata con un figlio. Suoi lavori sono La Certosa Abbandonata, Tuono, Armonia Amalfitana, La Fuga di Ionio, Prima di Eroe, Ali di farfalla. Ama il Medioevo e scrivere racconti brevi per omaggiare il suo grande amore Domenico Rea. Studia con ossessione gli Ostrogoti e qualche volta vede passare per strada Teia, il re ostrogoto che ama immensamente. Ha iniziato il tour letterario della Certosa Abbandonata.

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