La Flottilla non si ferma

di Mariapia Vecchione-
Il coraggio della Flottilla non si ferma. La durissima repressione di Israele infatti non ferma gli attivisti del mondo, anche se, due di loro sono stati sequestrati.L’ONU informa che l’azione del Governo di Israele è immorale e il popolo palestinese ha diritto agli aiuti umanitari; negarli è un crimine.
La questione.
La marina militare israeliana nella notte fra il 29 e il 30 aprile ha intercettato 22 imbarcazioni della Global Sumud Flottilla dirette verso Gaza, bloccandone l’intervento umanitario nelle acque internazionali: nello specifico, a 600 miglia nautiche (si tratta di mille chilometri) dalla striscia, in quella che è una zona di ricerca e soccorso (Sar) greca del Mar Mediterraneo.
È questo un chiaro tentativo di soppressione degli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese, vittima di un genocidio crudele e scriteriato.  Una volta bloccati gli attivisti in acque internazionali, la violenza e le ritorsioni di Israele sono state riversate su di loro per 40 ore; l’oppressione alla Flottilla si è protratta e nella giornata del 1 maggio di ben 175 volontari sono stati 173 i trasferiti a Creta.
L’evoluzione dei fatti.

 Ad oggi sono accusati di “affiliazione a un’organizzazione terroristica” due attivisti presenti sulle imbarcazioni: si tratta di Thiago Ávila, di origini brasiliane e Saif Abu Keshek di origini palestinesi e in possesso di una cittadinanza spagnola e svedese.L’accusa a loro  rivolta  è la loro partecipazione attiva nel PCPA (organizzazione designata e sanzionata dagli Stati Uniti come copertura di Hamas).  Entrambi sono vittime di deportazione in Israele e sono ostaggi nel centro di detenzione di Shikma. Il 3 maggio il tribunale di Ashkelon ha prorogato il loro trattenimento di altri due giorni. Intanto, gli attivisti della Global Sumud Flottilla, informano che questo avventato arresto non riuscirà a  frenare il loro progetto umanitario, al gruppo della Flottilla si sono uniti altri sostenitori dalla Grecia, Spagna, Olanda e Italia, ma anche da altre zone europee.

E mentre gli attivisti divengono sempre più numerosi, a sostegno del popolo di Palestina, il ministro degli Esteri israeliano minaccia il loro intervento umanitario e  in una nota specifica che i due attivisti, Sia Abu Keshek e Thiago Ávila sono nel territorio di Israele e che saranno sottoposti ad un interrogatorio da parte della polizia, aggiungendo che è permesso loro di ricevere una visita consolare in Israele da parte dei rappresentanti dei paesi da cui provengono.
Si tratta di una  repressione violenta, trasformatasi in conflitto, quella messa in campo da parte di Israele.  Gli scatti che ritraggono le violenze  israeliane ai danni degli attivisti della Flottilla,  sono state rilasciate dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim che sul social X mostra foto di torture protratte per ore,  lividi e ferite al volto e agli arti dei militanti sulle 22 imbarcazioni.
La portavoce della Global Sumud Italia, Maria Elena Delia, nella conferenza stampa organizzata durante il presidio dinnanzi alla Farnesina, ha chiesto la liberazione dei due esponenti della Flottilla sottolineando che il loro sequestro avviene in acque internazionali di competenza greca, ma per il diritto del mare, i due attivisti Saif e Thiago erano su una barca italiana battente bandiera italiana, ciò rappresenta un crimine e una mancanza di rispetto del diritto internazionale.
Thiago e Saif si aggiungono ai 10 mila prigionieri palestinesi che Israele non vuole rilasciare, la violazione del diritto internazionale non può passare inosservata ancora una volta.
Nelle ultime ore.
Ad oggi non si hanno notizie dei due deportati in Israele: nessun aggiornamento sulle condizioni di salute e sullo stato di Saif Abu Keshek e Thiago Ávila. Tuttavia, è José Manuel Albares, Ministro degli Esteri spagnolo, ad esprimersi sulla vicenda che riguarda l’intera Europa ed è al tempo stesso una questione morale e umanitaria di rilevanza mondiale. Egli ha espresso il suo dissenso verso gli atti compiuti da Israele, in difesa dell’attivista di cittadinanza spagnola, Thiago Ávila.
Intanto, il  presidente del governo di Spagna, Pedro Sanchez, attraverso il social X ha espresso la sua denuncia: “Israele ha di nuovo violato la legalità internazionale assaltando la Flotilla in acque che non gli appartengono” e rivolgendosi a Benjamin Netanyahu: “Rispetti la legge dei nostri mari.”
Infine, è l’ONU a chiedere il rilascio dei due attivisti, richiamando il governo israeliano e sottolineando attraverso il portavoce per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, che non è stato commesso alcun crimine da parte degli attivisti della Global Sumud Flottilla: “Israele deve lasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, membri della Global Sumud Flotilla. Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”. 
Nella giornata del 5 maggio il tribunale di primo grado di Ashkelon comunica di aver accolto la richiesta da parte dello stato di Israele di estendere la detenzione dei due attivisti della Flottilla per altri sei giorni consecutivi, almeno fino a domenica. Saif e Thiago invece, cercano a tutti i costi di ribellarsi mediante uno sciopero della fame e le avvocate della Ong, loro legali in questa battaglia, Adalah Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, sostengono che non sia stato formalizzata alcun capo d’accusa ai due esponenti della Flottilla. Ma informano le due avvocate che i presunti reati di cui vengono accusati gli attivisti sono: il contatto con un agente straniero, l’assistenza al nemico in tempo di guerra, l’appartenenza e la fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica oltre al trasferimento di beni a favore di un’organizzazione terroristica. Queste accuse gravi, se fossero veritiere recherebbero danno in particolare a Saif Abu Keshek che rischierebbe la morte per lo stato di Israele, in quanto nato in Cisgiordania.

 

 

In copertina  mappa che mostra tutti i paesi partecipanti alla Global Sumud Flottiglia (GSF).Paesi partecipanti secondo l’elenco ufficiale della GSFPaesi che non figurano nell’elenco ufficiale dei partecipanti ma che hanno visto cittadini o personalità pubbliche della propria nazione prendere parte all’iniziativa.Paesi in cui una delegazione non si è ancora unita alla flottiglia, ma ha mostrato interesse a farlo.VitoxxMass 

Mariapia Vecchione Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

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