E’ morto Akex Zanardi, simbolo di coraggio e resilienza
di Sergio Del Vecchio-
“Mi sarei aspettato di reagire così? Eh no, assolutamente no. Quando avevo visto il film Nato il quattro luglio con Tom Cruise su una sedia a rotelle ricordo che pensai: “Se capita a me mi ammazzo”. Invece posso dire che di persone capaci di reagire a queste avversità ne ho conosciute tante altre”.
Queste sono le parole pronunciate anni fa da Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1, morto all’età di 59 anni dopo aver subito nella sua vita l’amputazione della gambe a causa di un tragico incidente e lunghi periodi di degenza.
Raccontare la vita e le gesta dello sportivo e dell’uomo, è come raccontare di un’anima indomabile che, anche innanzi al dolore ed alla tragedia, ha sfidato la vita e la morte insieme.
Bolognese, madre sarta e padre idraulico, è a Casal Maggiore che Alex si appassiona alla Formula Uno. Da questo momento la velocità e la strada diventeranno la sua passione e la sua fonte di dolore. Nel 1979 a causa di un incidente stradale perde la sorella 13enne, Cristina. A 14 anni riceve in regalo dal padre il suo primo Kart, nel 1982 si iscrive al campionato nazionale nella categoria 100cc per esordire nel 1988 nella F3 italiana e nel 1991, all’età di 25 anni, nella Formula Uno sostituendo Michael Schumacher per il Gran premio del Belgio; partecipando poi al Gran premio di Spagna sostituendo Roberto Moreno. Nel 1995 si ritrova senza contratto ma non smette mai di correre per poi firmare un contratto con il team inglese collezionando solo ritiri e ritorna ai Kart e prende parte al really di Monza.
Il tragico incidente del 2001.
Nel 2001 torna in gara nel circuito del Lausitzring, in Germania, con la scuderia Mo Nunn Racing motorizzata Honda, per rincorrere la svolta dopo la deludente esperienza in Formula. Qui, a tredici giri dal traguardo, dopo l’ultima sosta al box perde il controllo della sua auto, probabilmente a causa di una macchia di olio e acqua sul tracciato e dopo un testacoda. Intanto sopraggiungeva la vettura di Patrick Carpentier che riuscì ad evitare l’impatto al contrario di quella di Alex Tagliani che colpì in modo perpendicolare l’auto del collega. La monoposto di Zanardi viene spezzata in due con perforazione della cella salvavita che protegge il pilota. La situazione si presente disperata fin dal principio. Immediata l’amputazione con bendaggi ad arginare l’emorragia e la chiusura delle arterie femorali per mano del capo staff medico della CART, Steve Olvey, Di seguito l’estrema unzione a cura del cappellano della serie automobilistica e il disperato volo in elicottero verso Berlino. In coma farmacologico per 1uattro giorni, Alex sopravvive perdendo gli arti inferiori. Il coraggio, la tenacia, il sorriso non l’hanno mai abbandonato: torna sullo stesso circuito in cui è stato protagonista del tragico incidente e ripercorre con una vettura modificata quei restanti 13 giri della gara.
La rinascita.
Nonostante tutto, Alex Zanardi non rinuncia a correre e si dedica al paraciclismo , conquistando 4 ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, una serie di vittorie che sono trionfi perchè nonostante tutte le difficoltà, la grinta, la stoffa, la volontà di questo campione bolognese sono rimaste intoccabili arrivando anche al quarto posto alla maratona di New York nel 2007.
Divulgatore, si dedica alla tv e diventa conduttore televisivo in programmi come “E se domani” e “Sfide” forse proprio perchè la sua vita è stata un susseguirsi di sfide, di competizioni.
La seconda tragedia del 2020.
Ma è nel 2020, nell’ambito di una staffetta solidale che aveva organizzato nel senese, che, con la sua Handbike, Zanardi perde il controllo del mezzo, invadendo la corsia opposta e scontrandosi con un camion che non riesce ad evitarlo. Dopo i primi tre interventi di neurochirurgia, uscito dal coma farmacologico durato oltre un mese, Zanardi ha affrontato un doloroso e lungo periodo fatto di terapia intensiva e interventi di ricostruzione facciale e cranica. Lentamente il campione ha cominciato a dare “segni di interazione con l’ambiente”. Dopo sei anni da questo terribile incidente, la situazione è precipitata improvvisamente e Alez Zanardi si è spento in una struttura assistenziale di Padova dove era ricoverato da tre anni.
Muore l’uomo, continua a vivere il mito.
Ciao, Alex.
Maratona di New York. Brunhild Media. Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0







