Un sogno diventato realtà-
di Claudia Izzo-
Musica, parole, ricordi, emozioni, è quanto emerso ieri nell’ambito dell’incontro “Vincenzo Spera, l’ultimo dandy”, organizzato a Salerno, nell’ambito de I Racconti del contemporaneo “Navighiamo su fragili vascelli” – rassegna all’interno della grande mostra diffusa Infiniti mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André , organizzata dall’Associazione Tempi Moderni.

L’evento, svolto presso Palazzo Fruscione con
Carlo Parodi, attuale presiedente di Assomusica e con
Enrico Montolivo, amico di Spera, per cui quest’ultimo
“ha rivalutato, raccontato, sdoganato il suo lavoro”, entrambi in dialogo con la giornalista
Valeria Saggese, è stata un’ immersione nel mondo e nei sogni di Vincenzo Spera.
Al secondo mandato come Presidente di Assomusica, l’Associazione di Organizzatori e Produttori Italiani di Spettacoli Musicali dal Vivo, eletto per la prima volta nel 2011, Spera è morto a 70 anni, nella notte del 14 marzo 2023, a Genova, investito da uno scooter, mentre stava attraversando sulle strisce pedonali, a breve distanza dalla sua abitazione.
Sullo sfondo il testo “A un metro dal palco. Autobiografia di un promoter” (il melangolo, 2016), scritto da Spera con il giornalista Renato Tortarolo
L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Comunità San benedetto al Porto di Don Gallo a cui è stato devoluto l’incasso delle vendite del libro dal cui incipit comprendiamo l’animo di Spera: “La fortuna, la scelta di un lavoro che mi ha portato in viaggi trasversali, verso multiformi realtà, a contatto con migliaia di persone, non poteva non arricchire la mia crescita interiore e perfezionare la mia professionalità”…

Un modo questo per ricordare Vincenzo Spera, originario di Salvitelle, paese nel salernitano sulle pendici meridionali dell’Appennino Lucano,- paese che Spera diceva ai suoi amici di dover essere visitato almeno una volta nella vita, ed a cui tornava con affetto e calore. Genovese d’adozione Vincenzo Spera ha realizzato il suo sogno rendendo la sua passione, organizzare musica dal vivo, il suo lavoro; promoter in Liguria dal 1974 ha svolto numerosi progetti anche all’estero: Cina, Sud Est asiatico, Kazhakistan, Spagna, innamorandosi della Thailandia dove si sentiva un pò a casa.
Ha ideato eventi su eventi tra cui l’inaugurazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo nel 1986 e lo spettacolo d’inaugurazione delle Colombiane nel 1992. Ufficiale e Cavaliere di Ordine al merito della Repubblica Italiana, Spera è stato presidente di Assomusica, ma anche membro della consulta dello spettacolo del MibACt e del consiglio di presidenza dell’Agis.
“Sei uno dei rari dandies che abbia conosciuto, l’altro sono io. Ho apprezzato molte volte la lievità dei tuoi pensieri, il tuo esprimerti con movenze vagamente orientali, il tuo gusto per la grazia delle donne. Il dandismo dei tuoi cani sapienti”, scrive di lui Paolo Conte, riferendosi a Biko, il pastore tedesco di Spera che portava il nome di un attivista sudafricano, Steven Biko, vittima della repressione governativa e cantato da Peter Gabriel.
Spera è stato l’uomo che ha creduto ai suoi sogni portando in Italia i più grandi protagonisti della musica internazionale, da Bruce Springsteen a Miles Davis, a Tina Turner.
Per Carlo Parodi “Genova è cresciuta nel tempo grazie a Vincenzo che ha dato un impulso grandissimo, è stato un manager, un visionario a livello normativo sottolineando i rischi che il promoter si assume. Era generoso, intelligente, aveva un esercito di persone che lo seguivano”.

Nell’ambito dell’incontro non sono mancati i contributi di Peppe Gomez, direttore artistico di Beats of Pompei, e Alfonso Troiano di Anni60Produzioni e direttore artistico di SalernoSounds. Il primo ha ricordato Spera come “
un grande cosmopolita con un’ affezione viscerale per la sua terra che, tra le tante bellissime cose fatte, si è fatto carico durante il Covid 19 di portare le problematiche della categoria degli organizzatori della musica dal vivo all’attenzione del Ministero della Cultura”.
“L’ho conosciuto a 22 anni quando è morto mio padre, ” ha commentato Alfonso Troiano ” ed ho sempre capito che era una voce fuori dal coro. Un po’ come mio padre aveva personalità e coinvolgeva tutti. Sapeva stare con il manager numero 1 e con l’ultimo dei promoter, attento ed appassionato ad ogni piccolo dettaglio. Ricordo che andò all’incontro col Presidente della Repubblica con la giacca e sotto una maglietta dei Rollig Stones”.
Apprezzato dal manager di Ella Fitzgerald, Norman Granz, da Joe Cocker, Frank Zappa, Joan Baez.
Di lui ha scritto Franco Battiato: “Ho fatto l’ira di Dio nella mia vita. Un viaggio infinito attraverso la musica, attraversando luoghi, paesi, città. A Genova, in un teatro proprio vicino alla stazione Brignole, ad accogliermi c’era Vincenzo Spera, erano i primi anni Settanta. Vincenzo, presenza discreta e rispettosa, ma attenta e conscia del proprio ruolo, un carattere forte e risolutivo che però non ha impedito alla sua anima di rivelarsi.”
.Fotografie a cura di Enza Sola