Personale precario della sanità pubblica: lettera della Uil Fpl Napoli e Campania al presidente Fico
Occorre stringere i tempi per evitare che si perda un’importante opportunità per garantire un servizio sanitario pubblico maggiormente efficiente e assicurare una stabilità occupazionale a tante lavoratrici e lavoratori del settore.
La UIL Campania e la UIL FPL Napoli e Campania hanno inviato una nuova richiesta ufficiale al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al direttore generale per la Tutela della Salute, Ugo Trama, per sollecitare una verifica puntuale dello stato di attuazione delle procedure di stabilizzazione del personale precario nelle Aziende e negli Enti del Servizio Sanitario Regionale, ma anche all’ARPAC e all’Istituto zooprofilattico sperimentale.
La nota – firmata dal commissario Uil Fpl Napoli e Campania Ciro Chietti, dal sub commissario Uil Fpl Napoli e Campania Vincenzo Torino e dal segretario generale Uil Campania Giovanni Sgambati – ricorda come già nei mesi scorsi il sindacato avesse chiesto un confronto urgente per garantire l’applicazione uniforme delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di stabilizzazioni e nuove assunzioni.
Ad una richiesta era stato dato seguito dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute con una nota con cui, il 29 gennaio scorso, aveva sollecitato tutte le Aziende sanitarie a proseguire le procedure di stabilizzazione in coerenza con il nuovo quadro normativo. Ciò nonostante – segnalano i rappresentanti della UIL – le attività messe in campo dalle Aziende risulterebbero «parzialmente eseguite e in modo non uniforme e omogeneo».
La Legge di Bilancio 2026 ha ampliato in modo significativo le possibilità di stabilizzare il personale precario, riducendo a 18 mesi di servizio il requisito per accedere (di cui almeno 6 prestati tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025) e prorogando al 31 dicembre 2026 il termine per maturare i requisiti. La stabilizzazione, inoltre, è stata prevista anche per il personale tecnico e amministrativo impiegato nei servizi esternalizzati. Infine, è stata data la possibilità di effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato, aumentando il tetto di spesa per il personale.
«La stabilizzazione del personale precario non costituisce soltanto un intervento di tutela occupazionale, ma una condizione essenziale per assicurare continuità assistenziale, riduzione delle liste d’attesa, rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, qualità ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini – spiega il sub commissario Vincenzo Torino – Chiediamo alla Regione di intervenire per garantire uniformità e trasparenza perché non è accettabile che, a fronte di una normativa chiara e di una disposizione regionale altrettanto esplicita, alcune Aziende procedano in ritardo o in difformità. La stabilizzazione del personale è una scelta strategica per il futuro del Servizio Sanitario Regionale e non può essere disattesa».






