“Navighiamo su fragili vascelli” con Ridolfi e Manfredi

E’ stato un magnifico viaggio nelle parole e nelle note di Fabrizio De André, cantate al pubblico di Tempi Moderni da due narratori d’eccezione: Elisa Ridolfi e Max Manfredi. La prima serata della rassegna, “Navighiamo su fragili vascelli” che accompagna la grande mostra “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André” inaugurata proprio la mattina del concerto e allestita tra Palazzo Fruscione e in un percorso diffuso tra location suggestive del centro antico, ha emozionato il pubblico. Ridolfi e Manfredi lo hanno fatto partendo da un repertorio poco battuto, in perfetta sintonia con i temi della mostra, e suonandolo con quella grazia acustica che ha reso il live intimo e coinvolgente, grazie anche alle cure di Andrea Atto Alessi al basso acustico e Riccardo Bertozzini alla chitarra classica.

Fotografia di Valentino Petrosino

Da “Rimini” a “Sidún” passando per “Creuza de mä”, “Il suonatore Jones” e approdando a quella “La fiera della Maddalena” che Manfredi cantò con Fabrizio De André nel 1984 nel suo secondo album titolato semplicemente “Max” dove oltre a Faber suonavano gente del calibro di Antonello Salis, Roberto Gatto, Enzo Pietropaoli. E fu proprio Faber, qualche tempo dopo, a dire dell’amico Max: “il più bravo”. Genovese di razza, Manfredi è stato l’ospite voluto dalla Ridolfi per dare al suo “Immagino un De André” una voce rotonda da far dialogare con la sua, delicatissima. Ed è stato proprio questo intreccio sonoro a rendere magica la serata. La Ridolfi tornava a Palazzo Fruscione dopo aver presentato, lo scorso anno, il suo “Curami l’anima” l’album con il quale nel 2024 si portò a casa la Targa Tenco come migliore opera prima. Un riconoscimento importante che la proietta nel mondo del cantautorato dopo anni di lavoro sul fado. Si scrisse di lei, un esordio di “scintillante bellezza, fosforo e fantasia” citando “I muscoli del capitano” di De Gregori. Una voce affascinante, con una grande estensione e varietà di modulazioni. E sono proprio questi elementi che la rendono personalissima, intima, avvolgente. Che rapisce l’ascoltatore, lo sospende e lo lascia in uno stato di grazia unico.

Domenica sera invece, “Il concerto ritrovato” la pellicola di Walter Veltroni che racconta del live di De André e della Premiata Forneria Marconi, svoltosi il 3 gennaio 1979 presso il padiglione C della Fiera di Genova. Ad introdurre la proiezione la giornalista Francesca Salemme in dialogo con Alessandro Fattore della Fondazione Tosi.

La rassegna “Navighiamo su fragili vascelli” ritorna martedì (24 marzo) alle 20 con l’incontro “Dario Fo e altre storie teatrali”. Un modo per celebrare il centenario della nascita del grande artista, già Premio Nobel per la Letteratura, che con il cantautore genovese condivideva lo stesso sguardo sugli ultimi. L’incontro, in collaborazione con l’indirizzo Sperimentale Teatro del Liceo Artistico Sabatini-Menna di Salerno vedrà dialogare il professore Alfonso Amendola (docente di Sociologia dei processi culturali, Università degli Studi di Salerno) e l’attore e regista Pasquale De Cristofaro. A introdurre l’incontro Maria Beatrice Russo (cultrice in discipline dello spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno). I saluti saranno affidati alla dirigente del “Sabatini-Menna”, la dottoressa Renata Florimonte.

 

Immagine di copertina di Enza Sola

Redazione Salernonews24

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