Il Venerdì Ri…leggiamo Poesia “passa con cura il tuo pennello d’oro”
di Graziella Di Grezia-
Siamo nella piena aria di primavera, questo rifiorire non è solo della natura, ma è anche nostro e può aiutarci a ricominciare, a ripartire nel modo che più è vicino al nostro sentire.
Per questa settimana ho scelto una lirica di Rabindranath Tagore (1861–1941), premio Nobel per la Letteratura nel 1913.
Rabindranath Thakur, noto internazionalmente come Rabindranath Tagore, nacque a Calcutta il 7 maggio 1861 e morì nella stessa città il 7 agosto 1941. Poeta, drammaturgo, romanziere, compositore e filosofo, è considerato una figura centrale del Rinascimento bengalese.
Scrisse prevalentemente in lingua bengalese, traducendo personalmente molte sue opere in inglese.
Fondò l’istituzione educativa Visva-Bharati a Santiniketan, tuttora attiva.
La poesia che ho scelto per oggi ha un titolo non univoco: “Vieni, primavera, vieni”, “Scintille” o “Primavera”, perché fu lo stesso Tagore a riorganizzare più volte i suoi scritti.
È comunemente associata alle edizioni italiane de Il giardiniere (The Gardener, 1913), raccolta di liriche brevi pubblicata originariamente in inglese.
Rileggiamo di Tagore “Scintille”
Vieni, primavera, vieni
a svelare la bellezza del fiore
celata nel bocciolo
tenero e delicato.
Lascia cadere le note
che porteranno i frutti,
e passa con cura
il tuo pennello d’oro
di foglia in foglia.







