Lunedì Arte: Toni Scarduzio e “L’Arte Impossibile”
Sabato 21 Marzo alle ore 18, vernissage della mostra di Toni Scarduzio, nella Sala delle Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli (SA).
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20, fino al 20 aprile 2026.
Antonio Scarduzio vive e lavora a Grosseto. Architetto dal ’92. Come tanti artisti contemporanei si è formato al di fuori dell’istruzione scolastica essendo figlio d’arte. Durante i suoi studi di Architettura a Napoli conosce e frequenta artisti e gallerie partenopee di spicco. Successivamente oltre a frequentare e conoscere artisti Italiani, diventa amico dei Ticinesi Nag Arnoldi e Ivo Soldini che segnano uno stimolo importante del suo fare artistico. Contatti nel Varesotto con contemporanei come Gianfranco Monti, Piero Cicoli e diversi collaboratori di nomi importanti della scultura Italiana come Bodini, hanno reso sempre più appassionante la sua ricerca e sperimentazione per l’arte astratta contemporanea, soprattutto scultorea. Dagli anni ’90 incomincia a creare le sue prime minisculture con gioielli in argento ed acciaio. Verso la fine del ’90 continuando a sperimentare materiali come bronzo, ferro acciaio e plastica, torna a lavorare il materiale di riciclaggio. Proponendo negli ultimi tempi sculture, istallazioni e pittosculture di grande formato.
“Antonio Scarduzio nasce come artista sul finire degli anni Ottanta. All’indomani della caduta del muro di Berlino, Antonio — da tutti conosciuto come Toni — rielabora in modo originale e profondamente personale la visione dell’arte e i contenuti tematici di grandi artisti contemporanei, come Richard Serra, Robert Schad e l’architetto Frank O. Gehry. Attraverso lunghe sperimentazioni, giunge a sintetizzare una propria poetica, collocandosi a metà strada tra il concettualismo formale e una forte tensione storica. Tale tensione è alimentata dal clima internazionale di quegli anni, segnato dal preoccupante riassetto degli equilibri mondiali e dall’intensificarsi delle spinte distruttive ereditate dal periodo della guerra fredda.”(Davide Russo)






