Il venerdì Ri…leggiamo Poesia “la soglia che regge il mondo”
di Graziella Di Grezia-
«La donna non è un essere debole: è un essere che resiste» Marina Cvetaeva è una delle voci più forti della poesia russa del Novecento e questa sua citazione ne è una dimostrazione.
Fu poetessa ed eccellente pianista, una delle migliori allieve di Nikolaj Rubinstein.
Non ebbe una vita facile, un pò come tutte le donne, potremmo dire, ma forse lei in particolare, per vicissitudini non soltanto personali ma anche familiari e politiche e fu una donna dalle scelte estreme, donna profondamente sensibile, elemento che emerge in modo inequivocabile dalle sue liriche.
Emigrò tra Praga e Berlino tra il 1922 e il 1925 e in questo periodo scrisse molti versi, tra i quali quelli che rileggiamo oggi, in prossimità della Giornata internazionale dedicata alla donna.
Purtroppo gli stereotipi sociali hanno allontanato il popolo dal vero significato della giornata e proprio per questo ho scelto questa lirica.
Marina Cvetaeva diceva della donna che la sua forza è in ciò che non mostra.
E di questo ogni Donna ne è consapevole.
Rileggiamo i suoi versi, che hanno avuto la dignità che meritavano soltanto a partire da vent’ anni dopo la sua scomparsa, nel 1941, per sua drammatica scelta.
Io sono la porta.
Tu passi – e non sai
che sono io a reggere il vento,
a trattenere la notte.
Io sono la soglia.
Tu entri – e non vedi
che sono io a restare,
mentre tutto si muove.
Io sono la casa.
Tu vivi – e non pensi
che sono io a custodire
ciò che non ha nome.
Io sono la donna.
E questo basta.







