Usa-Israele, la guerra all’Iran e la temuta escalation
Le ultime manovre di Trump-
di Mariolina
Come ormai è noto, il 28 febbraio, gli Usa con l’appoggio di Israele hanno volontariamente deciso di bombardare l’Iran, dichiarando di aver agito in forma preventiva e bypassando completamente il confronto con il Congresso degli Stati Uniti, causando così non poche ripercussioni.
Ad oggi i colpi principali, attraverso il fuoco aereo, sarebbero stati sferrati su Teheran e altri luoghi strategici, con rispettiva risposta dell’Iran che non ha tardato ad arrivare con diverse basi americane (Bahrain, Qatar, Emirati, Kuwait, Giordania) colpite.
Tra le notizie più recenti, appare che un sottomarino americano abbia silurato una fregata iraniana chiamata Iris Dena, al largo dello Sri Lanka; con almeno 80 morti. Ad un’azione del genere non si assisteva almeno dalla Seconda guerra mondiale. Sembra che la suddetta fregata fosse una delle più importanti navi militari per l’Iran, che, insieme ad un’altra imbarcazione, era stata impiegata per compiere un tour internazionale che prevedeva scali in vari punti come il Brasile e il Sudafrica.
La guardia costiera dello Sri Lanka è stata avvertita in primissima mattinata della nave che stava affondando, afferma il Ministro degli Esteri del paese, attuando subito un piano di salvataggio per i marinai che vi erano a bordo, in quanto tenuti dalla convenzione internazionale a soccorrere chiunque a prescindere dal motivo.
Tutte le manovre intraprese da Trump, sembrerebbero non essere concentrate sul cambio di regime, come potrebbe sembrare in un primo momento, nonostante l’esultanza dopo la morte del leader iraniano Ali Khamenei, dopo aver dichiarato che ogni giorno in cui si elimina un terrorista, è sempre un buon giorno per l’America.
Secondo le sue ultime dichiarazioni, Trump si vedrebbe pronto a mandare ulteriori truppe americane sul suolo iraniano in caso di necessità. L’obiettivo, secondo le dichiarazioni del Presidente americano, sarebbe assicurarsi che l’Iran non possegga assolutamente il potere nucleare.
Non ci sono ancora certezze, ma è chiaro che Donald Trump è deciso ad avere un controllo totale del territorio nemico, non è ancora certa la durata di questa operazione, gli Usa preferirebbero una chiusura rapida ed efficiente, ma si dichiarano pronti anche ad una guerra eventualmente più lunga delle aspettative.
Le varie iniziative adoperate dal Presidente americano ci portano davanti a diversi scenari, è chiaro che quello più ambito e auspicabile sarebbe la scelta di un prosieguo più diplomatico, attraverso delle contrattazioni tra America e Iran, ma al momento Donald Trump si dichiara ancora cauto nei confronti di una negoziazione, da parte sua, inoltre, continuano le avvisaglie al nemico di non rispondere con altro fuoco, o le conseguenze peggioreranno.
Immagine di Pubblico Dominio







