A Baronissi protagonista la disabilità attraverso le parole di Luca Trapanese
“Che cos’è la normalità?”-
di Mariolina Marcelli-
Luca Trapanese, scrittore, già Assessore al Welfare del Comune di Napoli attuale Vicepresidente della Regione Campania, da sempre dedito nelle politiche sociali, in particolar modo nel background delle disabilità, è stato accolto con grande affetto al Comune di Baronissi per raccontarsi e presentare il suo nuovo libro “Storia di una famiglia imperfetta”. Presente il Sindaco Anna Petta insieme ad un notevole afflusso di cittadini, tra cui bambini e relativi insegnanti. A moderare l’incontro è stata la giornalista Barbara Landi.
Il libro proposto, come già il titolo ci suggerisce, vuole essere un inno all’imperfezione, sottolineando come essa stessa sia il valore da cui dobbiamo partire, per sentirci unici, ma soprattutto per liberarci dal pensiero: “devo essere come…”, lavorando sul nostro personale diritto all’essere imperfetti, perché in fin dei conti “siamo davvero tutti normali?”, “che cos’è la normalità?”
La storia di Florinda, protagonista del romanzo e madre adottiva di Francesco, un bambino affetto da un lieve ritardo cognitivo, si intreccia con la vita di Luca, conosciuto in un’associazione. Sarà proprio Florinda a 61 anni a decidere di adottare Luca affinché questi possa essere, una volta divenuto fratello, una guida per il piccolo Francesco, proprio nel momento in cui Luca deciderà di adottare la piccola Alba, affetta dalla sindrome di Down.
La storia di quest’ultima adozione ha generato una forte risonanza a livello sociale, creando un enorme coinvolgimento da parte del pubblico, molta curiosità, ed è proprio Trapanese a sottolinearci quanto questa reazione sia lo specchio dell’attuale concezione di disabilità, che viene ancora vista come un qualcosa di diverso, distante, che non appartiene alla normalità e che quindi, in questo caso, genera uno sgomento decisamente improprio.
Le persone con disabilità, come ha sottolineato Trapanese, possono e devono avere la possibilità di vivere una vita normale, ma per farlo, hanno bisogno di riposte, come tutti, su ciò che è la vita, il lavoro, l’ autonomia l’affettività, per riuscire così ad ottenere gli strumenti adatti per andare avanti, con le proprie unicità e non essere abbandonati come persone “diverse”, togliendo loro la possibilità di crearsi un futuro che li rappresenti, come è giusto che sia.
C’è sicuramente una forte necessità di rimodernare il concetto di disabilità, come ha continuato Trapanese, non partendo dall’dea che questa sia una malattia, ma è opportuno imparare a distinguere quest’ultima dalla disabilità, cercando di attenersi solo ed esclusivamente alla tematica socio-sanitaria, in quanto, un bambino ad esempio con Sindrome di Down, non è detto che sia per forza “malato” e può quindi essere libero di vivere una vita in perfetta salute, come ognuno di noi, in maniera diversa, ma come ognuno di noi, con le proprie “imperfezioni”.
Trapanese lotta concretamente ogni giorno contro questa concezione sbagliata, grazie alla sua associazione “A ruota libera”, mettendo in primo piano: i bisogni, i sogni, le occasioni e le necessità di ognuna di queste persone.
C’è ancora molta reticenza nell’inserire la tematica della disabilità al centro del nostro sociale, delle nostre vite, ma il cambiamento dev’essere generato alla base, attraverso le istituzioni, le quali hanno il dovere di far sì che ciò avvenga ogni giorno.







