Carnevale 2026, “quale allegria?”

di Claudia Izzo-

Eccoci ad un nuovo  Carnevale, questa festa variopinta fatta di colore e di ostentata allegria,  strana da vivere in questo periodo, mentre la terra è pervasa da una disumanizzazione che procede senza remore. Dal caso Epstein  che sta sconvolgendo gli USA con i suoi 3,5 milioni di pagine pubblicate tra casi di pedofilia, perversione e corruzione  ed il mondo colmo di  guerre, di sangue, di soprusi, come sempre e più di sempre, tra il genocidio a Gaza da parte di Israele, la guerra Russo-Ucraina con tutte le ripercussioni geopolitiche del caso, per non parlare della guerra civile in Sudan, Myanmar, con la violenza jihadista a Mali, in Burkina Faso, Niger con instabilità nel Congo e Somalia, Yemen, con i conflitti in America Latina legati ai cartelli della droga in Messico e Colombia. Conflitti questi, descritti come “terza guerra mondiale a pezzi” che coinvolge, direttamente o indirettamente, 92 Paesi  con un panorama globale militarizzato di dolore e miseria.

C’è uno stridere tra  il mondo che si maschera e la realtà che ci circonda. Ci si chiede “Quale allegria” ricordando il meraviglioso testo di Lucio Dalla… “facendo finta che la gara sia arrivare in salute al gran finale/Mentre è già pronto Andrea/con un bastone e cento denti/che ti chiede di pagare/per i suoi pasti mal mangiati/i sonni derubati i furti obbligati/per essere stato ucciso quindici volte in fondo a un viale/per quindici anni la sera di Natale…/

Perchè c’è sempre un “Andrea” tra di noi, non solo a Carnevale, ci sono gli ultimi, i diseredati, coloro che vengono da lontano, coloro che scommettono tutto in una nuova vita. Coloro che cercano di non smettere di sognare.

Giunge così il  momento del “Carnem levare” ; ci si astiene dalla carne, visto che nella cultura cristiana precede la Quaresima e con il mercoledì delle Ceneri inizia proprio il periodo di digiuno e astinenza in cui veniva eliminato il consumo della carne, considerato uno dei cibi più ricchi. Così come  spesso è accaduto agli albori del Cristianesimo, anche il Carnevale si è innestato su antiche tradizioni, soppiantandole. E’ questo il periodo in cui  nell’antica Roma venivano praticati i riti pagani in onore del dio Saturno e venivano rovesciate le gerarchie sociali: gli schiavi potevano considerarsi liberi di deridere padroni e nobili.

E ci continuiamo a mascherare, molti anche oggi, soprattutto oggi, perchè la maschera permette tutto, esorcizza e schernisce racchiudendo in sè il mondo dei vivi, dei morti, dei potenti e degli ultimi, la natura e il sogno, il sacro e il profano.

Da antico manufatto che captava le forze sovrannaturali degli spiriti, mezzo attraverso cui congiungersi ed ingraziarsi gli spiriti, dunque, la maschera continua ad  essere mezzo di contatto tra mondo fisico e mondo spirituale, mezzo di espressione, di contestazione, di burla, di ostentazione.

E  nella vita si sa, come in un continuo Carnevale incontreremo tante maschere e pochi volti, come ricorda Pirandello, per questo la magia è unica quando abbiamo la fortuna di incontrare, sempre, volti e cuori veri, privi di maschere, per lanciare insieme i coriandoli del tempo.

 

Foto Carnevale di Venezia  a cura di Francesca Callipari

 

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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