Emergenza scabbia al Ruggi, Polichetti:”interventi urgenti per evitare altri contagi”

di Antonietta Doria-

Situazione attuale.

Sono otto i casi di scabbia registrati presso l’ospedale cittadino San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona: tre in tre differenti reparti e cinque tra i sanitari (OSS) di cardiologia, posti in sorveglianza domiciliare e sottoposti a terapia. Grande allerta, intanto,  tra isolamento dei pazienti e sanificazione profonda degli ambienti  per tutelare pazienti e personale.

Il caso.

L’emergenza è nata a seguito del ricovero di un paziente proveniente da un’altra struttura sanitaria con problemi cardiologici, ricoverato nella Torre Cuore. In seguito alle manifestazioni cutanee sul corpo del paziente, si è provveduto con una consulenza dermatologica, e dopo un’attenta valutazione, diagnosticata la scabbia  è stata attivata la profilassi del caso. Nel frattempo si sono già registrati contagi.

Cos’è la scabbia.

“La scabbia è una malattia contagiosa della pelle degli esseri umani e degli animali chiamata anche rogna. È classificata dall’OMS come una patologia legata all’acqua. È causata principalmente dall’acaro Sarcoptes scabiei, un parassita molto piccolo e di solito non visibile ad occhio nudo, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso prurito allergico. L’infestazione negli animali causata da specie di acari simili viene chiamata “rogna sarcoptica”.

La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. L’infestazione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. Poiché si riscontrano sintomi allergici, oltre al ritardo nella presentazione si ha anche un significativo ritardo nel sollievo dopo che i parassiti sono stati eliminati. La scabbia crostosa, precedentemente conosciuta come scabbia norvegese, è una forma più grave, spesso associata all’immunosoppressione.”

Sulla vicenda è intervenuto il dr Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, chiedendo trasparenza e interventi immediati.

«È indispensabile che la direzione dell’ospedale chiarisca cosa è stato fatto e quando», ha dichiarato Polichetti. «Medici, infermieri e operatori hanno il diritto di sapere se sono stati esposti e quali controlli e tutele sono previsti per loro».

Secondo Polichetti, la segnalazione arrivata dal sindacato non può essere ignorata: «Il sindacato Fisi ha chiesto informazioni precise su tempi, controlli, pulizia degli ambienti e tutela dei lavoratori. È una richiesta legittima e doverosa, perché la sicurezza in corsia riguarda tutti».

Il responsabile nazionale dell’Udc ha sottolineato che in ospedale la prevenzione delle infezioni deve essere una priorità assoluta. «Non possiamo permetterci ritardi o sottovalutazioni. Ogni rischio biologico va affrontato con procedure chiare, personale informato e controlli rigorosi».

Infine Polichetti ha chiesto un confronto urgente con la direzione sanitaria e con i responsabili della sicurezza: «Serve un piano di intervento immediato e una comunicazione trasparente verso i lavoratori e i cittadini. La salute pubblica viene prima di tutto».

 

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Antonietta Doria

Già docente di Lingue e Letterature Straniere, ama la lettura, la civiltà greca, l'enigmistica e la sua Volcei. Appassionata di antiquariato è una profonda conoscitrice del mondo Shakespeariano, di miti e Leggende. La scrittura è la sua nuova frontiera.

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