Trump, sfidato alla Camera da sei deputati ribelli. Il re è nudo
Tariffe, accordi commerciali e voti di ribellione-
di Claudia Izzo-
Qualcosa inizia a scricchiolare nell’apparato governativo americano. Sei deputati democratici della Camera dei Rappresentanti hanno votato ad Ottawa con i democratici, a favore del blocco dei dazi al Canada, contestando il programma della Casa Bianca. Trump aveva infatti minacciato di imporre, dopo l’accordo commerciale Canada-Cina una tariffa del 100% sulle merci importate dal Canada, paese accusato da Trump di voler diventare una sorta di “porto franco” proprio per aggirare i dazi americani sule merci cinesi.
“Se il governatore Carney pensa di poter trasformare il Canada in un “punto di scarico” per far arrivare merci e prodotti cinesi negli Stati Uniti, si sbaglia di grosso. La Cina mangerà vivo il Canada , lo divorerà completamente distruggendone le aziende, il tessuto sociale e il modo di vita generale.”
Così sei membri dell’ala più moderata del Grand Old Party hanno detto no ai dazi : Thomas Masie, eletto nel Kentucky, Don Bacon eletto in Nebraska, Jeff Hurd in Colorado, Brian Fitzpatrick in Pensylvania, Dan Newhouse nello Stato di Washington e Kevin Kiley in California.
Con 219 voti a favore e 211 contrari, la misura è si stata approvata e verrebbero così scancellati i dazi imposti da Trump, c’è dunque qualcuno che ha osato mettersi contro il tycon che poco prima del voto non aveva perso tempo nel minacciare apertamente i Repubblicani al Congresso attraverso il suo social Truth: “Chiunque voterà contro i dazi la pagherà alle elezioni, anche alle primarie”. E questo è già qualcosa. Sui dazi Trump aveva affermato che soltanto il nominarli spingeva i Paesi ad accettare le richieste Usa e che il Canada “è fra i peggiori con cui avere a che fare”.
Ma il testo passa ora al Senato, dove, anche se venisse approvato, sarebbe oggetto di veto da parte di Trump perché non vi sono i due terzi necessari, bloccando così la decisione della Camera. Vero è che soltanto una nuova votazione al Congresso con i due terzi a favore porterebbe al superamento di questo veto, cosa pressochè impossibile perché vi è maggioranza di Repubblicani in entrambe le Camere, ma ormai la bomba è sganciata creando scompiglio per le prossime elezioni a novembre, a metà mandato.
Quanto accaduto è politicamente importantissimo; porta in sè un alto valore simbolico, una piccola parte, ma importante, dei repubblicani, inizia ad essere critica nei confronti del Dio Trump.
Forse i sei deputati perderanno il loro posto al midterm ma, anche visto il caso Epstein e i disumani comportamenti autorizzati all’ICE , il re è nudo!







