Canis canem non est.
di Mariapia Vecchione-
Pedofilia, abusi sessuali, cannibalismo. Il caso Jeffrey Epstein fa tremare l’America di Donald Trump, che nasconde la verità al mondo.
Facciamo un passo indietro e ripercorriamo l’orrore messo in piedi dall’ex finanziere Epstein, miliardario spietato e malato di sesso, morto nella cella del carcere di New York il 10 agosto del 2019. Prima di tutto, per la cronaca si è trattato di un suicidio, ma il fatto che le telecamere carcerarie posizionate accanto alla cella di Epstein, abbiano poi mostrato clip i cui frame risultano essere stati tagliati nel maggio 2025, apre nuovi scenari.
Jeffrey Epstein è stato il magnate di un’isola dei Caraibi chiamata Little St. James, oasi di feste private svolte in compagnia di uomini potenti, le indiscrezioni e il materiale diffuso fa cenno alla presenza assidua a questi festini dell’attuale presidente Trump; Bill Gates, Bill Clinton, Jay Z, Kevin Spacey, il principe Andrew, e poi Elon Musk che nel 2012 intrattiene uno scambio di e-mail con il miliardario dei festini privati e scrive: “Quale giorno/notte sarà la festa più scatenata sulla tua isola?”.
Ad essere ambito era il party che assicurasse più divertimento possibile, dove per divertimento si intendeva la maggiore partecipazione di ragazze minorenni, adescate nella trappola del lusso dalla sua compagna, Ghislaine Maxwell.
Dai fascicoli e dai files resi pubblici, non censurati, emerge la presenza, tra le tante, anche di una bambina di 9 anni.
Su queste vittime avvenivano abusi e stupri, ma prima per adescarle si prometteva loro lavoro, soldi e un riscatto sociale.
I documenti resi pubblici accusano Jeffrey Epstein e i partecipanti alle feste dell’orrore, di aver non solo stuprato ragazze e bambine, ma di aver praticato cannibalismo a seguito di rituali sacrificali: una e-mail ha fatto emergere uno scambio colloquiale del magnate Epstein con un suo seguace. I due parlerebbero di “crema di formaggio” e del fatto che ci siano milioni di bambini al mondo ma “pochissimo formaggio cremoso vegetale di buona qualità”.
E poi ancora, si parla di una nuova brasiliana appena arrivata, “sexy e carina, 9 anni”. E qualche fedele del miliardario Jeffrey rispondeva via e-mail, senza timore: “La tua bambina più piccola è stata un po’ birichina”.
La scorsa settimana il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America ha reso pubblici milioni di files contenenti gli orrori del caso Epstein, un episodio in particolare fa riflettere, perché cronologicamente è successivo alla morte del finanziere miliardario, relativo al novembre del 2019. Si tratta di una mail inviata ad un soggetto dal nome “Eddy Aragon”, la cui identità è ancora celata.
Epstein è accusato di aver dato ordini della sepoltura di due ragazze straniere nei pressi di un ranch di sua proprietà, a seguito di rapporti sessuali violenti e pratiche fetish; le due giovani sarebbero state strangolate in seguito agli abusi.
La corrispondenza di posta elettronica contiene anche un link, che mostrerebbe Jeffrey Epstein fare sesso con ragazze minorenni; l’e-mail di cui oggi si conoscono i dettagli più scottanti è intitolata “Riservato: Jeffrey Epstein”.
Ad incastrare il pedofilo sarebbero anche le testimonianze di chi lo ha accompagnato per anni in queste vicende, colui che parla, confessa di “aver visto tutto, in quanto ex membro dello staff dello Zorro”. E quindi di conoscere i particolari degli stupri avvenuti e, della tragica fine delle due ragazze sepolte nei terreni dello Zorro Ranch, uno dei luoghi oltre l’isola privata, in cui Epstein reggeva le fila di un gioco d’orchestra da film degli orrori.
Canis canem non est, è il proverbio latino che ricorda che tra simili non ci si danneggia, ci si spalleggia; si condividono vizi privati e perversioni, giochi sporchi destinati ad essere occultati per sempre. Si creano così patti di poter inscindibili da non tradire mai.
Così probabilmente sarebbe stato se la verità non fosse venuta a galla, se Epstein non fosse stato arrestato la prima volta già nel 2005, dopo essere stato denunciato di abusi sessuali su una minore di 14 anni, dichiarandosi nel 2008 colpevole di reati minori, ottenendo così un patteggiamento che gli evitò di essere accusato di traffico sessuale di minori, cosa che invece è avvenuta nel 2019.
In base all’Epstein files Transperency Act, legge firmata dallo stesso Trump, le indagini hanno dunque svelato materiale compromettente per molti potenti sotto forma di documenti, email, foto, video e registri finanziari.
Il vaso di pandora è ormai aperto.
Foto segnaletica di Jeffrey Epstein del 2008. Ufficio dello sceriffo della contea di Palm Beach. Pubblico dominio