Il braciere Olimpico dall’insolito design.
Venerdì 6 febbraio i campioni e leggende dello sci alpino, Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, sono stati gli ultimi tedofori ad accendere il braciere olimpico sotto l’Arco della Pace, monumento simbolo della città di Milano, in contemporanea con la campionessa Sofia Goggia che a Cortina d’Ampezzo ha animato il fuoco olimpico del braciere in Piazza Didona.

L’arco della Pace o Arco Trionfale di Milano, situato all’inizio di Corso Sempione, fu voluto dagli austriaci, nel XIX secolo, come simbolo della pace tra le nazioni europee all’indomani del Congresso di Vienna nel 1815 ed ebbe due inaugurazioni: la prima nel 1838 sotto Ferdinando I d’Austria, la seconda con l’ingresso a Milano di Napoleone III e Vittorio Emanuele II dopo la vittoria di Magenta.

La monumentale opera di stampo neoclassico, accoglie il braciere olimpico in tutta la sua semplice bellezza dalla configurazione assai insolita rispetto alle passate edizioni. Nello specifico, i bracieri che simultaneamente ardono a Milano e Cortina d’Ampezzo sono stati progettati da Marco Balich, Linda Castelli e Paolo Fantin e rappresentano, in sostanza, la forza e l’energia del sole, origine di vita e simbolo di continuità e di rigenerazione.

Il loro design richiama il genio di Leonardo da Vinci artista, inventore, scienziato legato alla città di Milano per secoli simbolo di creatività e di innovazione, riflettendo lo schematismo leonardesco dei famosi “Nodi vinciani”: motivi decorativi composti da una linea continua che forma un disegno circolare ricco di intrecci.


Presenti nel famoso “Codice Atlantico” di Leonardo, essi compaiono anche in alcuni suoi dipinti come la “Gioconda” e la “Dama con l’ermellino”.


Nei nodi il genio del rinascimento esprime, in realtà, il suo attento studio sulla dinamica dei fluidi, o meglio riflette la teoria dei vortici da lui approfondita, osservando i vortici d’acqua che si comportano in modo molto complesso e dinamico. I bracieri esprimono, in definitiva, la geometria perfetta dei nodi vinciani, una sorta di intrecci geometrici, che compongono un elemento tondeggiante, realizzati in alluminio aeronautico molto leggero, che permette anche una certa dinamicità, espandendosi e richiudendosi (passando da 3,10 metri a 4,50 metri). I bracieri si compongono di 244 punti di snodo e ben 1440 componenti realizzati su perni e cuscinetti.

Al centro della composizione è la fiamma olimpica, ben protetta all’interno di un contenitore di vetro e acciaio. Caratteristica centrale dei bracieri è il fattore impatto ambientale quasi nullo, con un basso impatto acustico e con emissioni di fumi in piena sicurezza per l’ambiente a contatto col pubblico. L’elemento rappresenta un colpo d’occhio davvero straordinario, con i suoi giochi di luce variopinta che emoziona e al contempo ci dimostra l’artistica armoniosità tra la natura e l’ingegno umano.








