Riapre il varco di Rafah ma Israele bombarda

di Claudia Izzo-Il varco di Rafah geograficamente è una frontiera internazionale tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, costruito dopo il trattato di pace israelo-egiziano del 1979 ed attraversa la vecchia città di Rafah, quasi nel suo cuore, dividendola in una città palestinese ed una egiziana.

Aperto nel 2005 sotto il controllo della missione dell’Unione Europea, il suo attraversamento è stata chiuso nel 2007 dopo l’acquisizione della Striscia di Gaza da parte di Hamas. Nel 2008 i miliziani di Hamas hanno demolito parte del muro, circa 200 metri del varco, per entrare in Egitto e acquistare beni come cibo, carburante, generatori. Chiuso di nuovo dal 2024, il controllo del varco è nelle mani dei Palestinesi.

Questo varco rappresenta uno dei principali canali per far giungere aiuti a Gaza dove il Ministero della Salute conta 71mila palestinesi morti con un numero che è destinato a crescere dovendo aggiungere i 10mila dispersi, coloro che sono deceduti per concause quali fame, freddo, mancanza di cure. Numeri che corrispondono a vite distrutte, a storie personali fagocitate dall’orrore, a persone che non potranno più implorare aiuto. Il genocidio avanza per rendere Gaza un non luogo in attesa della sua ricostruzione. I Palestinesi perdono ogni giorno di più, la vita e la loro stessa identità. Persino i cimiteri vengono profanati.

In questi giorni è stato riaperto il varco al traffico passeggeri in entrambe le direzioni, 50 al giorno in entrata e in uscita da Gaza, le Forze di Difesa Israeliane come detta il piano di pace mediato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.  Il flusso è gestito dal Cairo in coordinamento con Tel Aviv con transito  consentito solo ai residenti del territorio, in particolare a coloro che necessitano di cure mediche..

Idf, hanno confermato che otto miliziani sono emersi da un tunnel a Rafah, tre sono stati uccisi dall’esercito tra la striscia di Gaza e l’Egitto in un raid notturno. Intanto l’Aeronautica ha dato vita ad attacchi nelle aree orientali della città  per scovare gli altri cinque.

La reazione israeliana non ha tardato a farsi sentire: un’agenzia palestinese ha confermato un altro bombardamento israeliano sul campo di profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza. Almeno 28 sarebbero i palestinesi rimasti uccisi. In un altro attacco contro una sede della polizia di Hamas si registrano 13 morti. Altri morti : 7 sono i componenti di una famiglia rifugiata in una tenda a Sud di Gaza; altri morti si registrano accanto ad una scuola  accanto all’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, altri cinque morti a Gaza.

Fumo, macerie, polvere e superstiti che si aggirano come fantasmi. Non bastano le bombe, i raid a determinare un’apocalisse vera e propria, a tutto ciò si aggiungono i cecchini, spari di precisione ad uccidere tutti.

I palestinesi continuano ad essere eliminati mentre l’Unione Europea secondo cui “un terrorista va trattato da terrorista”,  non parla più di sanzioni a Israele.

19 i pacchetti di sanzioni solo alla Russia per l’invasione dell’Ucraina eppure il Governo di Israele è accusato dall’ONU di genocidio  con condanna per l’apartheid in Cisgiordania messa in atto sempre  da Israele, per non parlare della pratica di segregazione razziale rivolta ai palestinesi da parte dei coloni israeliani che limitano loro la libertà di movimento, l’accesso ai beni essenziali, al lavoro, allo studio, alle cure. Sottratta la distribuzione del cibo all’ONU in favore di una società privata, la Ghf, Israele affama i palestinesi.

Ma tutto ciò deve scomparire dalla storia così Israele ha sempre vietato il libero accesso della stampa internazionale a Gaza uccidendo inoltre 1800, tra medici e paramedici, per impedire che questi potessero prestare cure mediche ai palestinesi. L’inferno in terra continua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valico di frontiera di Rafah – Convoglio di aiuti britannico in entrata nella Striscia di Gaza dall’Egitto gloucester2gaza. Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 2.0

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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