Il venerdì Ri…leggiamo Poesia
“Nei giorni della merla si guarda meglio”
di Graziella Di Grezia
I giorni della merla ci ricordano la nostra infanzia, la leggenda che ci raccontavano i nonni e le filastrocche imparate a scuola.
Al di là della narrazione a cui la nostra mente ci porta in modo spontaneo, pensiamo a questi giorni come quelli in cui il tempo un pò si ferma; sono i giorni in cui vorremmo restare a casa, per non sentire il gelo ed evitare la percezione di quel freddo profondo che a breve, si spera, diventerà soltanto un ricordo.
Per questo ho scelto una poesia di Umberto Saba.
Umberto Saba, sin dalla mia infanzia, mi ha sempre colpito per la sua poesia descrittiva, quasi visibile.
Il suo sentimento si riesce ad immaginare nella mente e con gli occhi, come se fosse una scena che si presenta progressivamente mentre il lettore avanza nei versi.
“Inverno” è una scena che sembra gelata, ma in realtà dà una sensazione di calore umano che contrasta l’ oggettività del clima.
Saba pubblicò questa poesia nelle raccolte giovanili, quando Trieste era il suo orizzonte quotidiano: vento, mare, strade spoglie.
In una sua nota scriveva che la poesia nasce “dalle cose viste”.
Da radiologo le cose viste sono una delle realtà più concrete alle quali ci possiamo affidare, ma ricordiamo che non tutto ciò che vediamo è reale e non tutto ciò che non vediamo è irreale.
E ora rileggiamo di Umberto Saba – “Inverno”
È notte, inverno rovinoso. Un poco
sollevi le tendine, e guardi. Vibrano
i tuoi capelli selvaggi, la gioia
ti dilata improvvisa l’occhio nero;
che quello che hai veduto – era un’immagine
della fine del mondo – ti conforta
l’intimo cuore, lo fa caldo e pago.
Un uomo si avventura per un lago
di ghiaccio, sotto una lampada storta.
Poeta e scrittore italiano Umberto Saba. Autore sconosciuto
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