ICE and Border Patrol agents on Nicollet Avenue on January 24, 2026. This follows the shooting death of Minneapolis resident Alex Pretti. Pretti is the second person killed and third person shot by federal agents in Minneapolis this month.

Orrore in USA: i tre omicidi a sangue freddo dell’ICE

Minneapolis una città sotto assedio-

di Claudia Izzo-

L’ICE, Immigration and Customs Enforcement, la Gestapo made in USA, continua a diffondere terrore e violenza presentati come “ordine” mentre dà vita ad una vera e propria campagna di deportazioni di massa, anche di bambini,  voluta da Trump tra violenza e intimidazioni per reprimere il dissenso. Così sotto lo sguardo del mondo trumpiano, fatto di versioni ufficiali, spuntano scomodissimi video e testimonianze che smentiscono le versioni di stato e urlano disperatamente la verità di questi atroci giorni che stiamo vivendo.

Tre al momento  gli episodi di omicidi a carico dell’ICE.

Il 3 gennaio viene dichiarato morto Geraldo Lunas Campos, migrante cubano di 55 anni, entrato legalmente negli USA nel 1996, arrestato a luglio dall’ICE. L’uomo, uno dei primi detenuti dell’ICE deceduti in custodia nei primi 10 giorni dell’anno (mentre il mese precedente se ne sono registrate sei secondo il Guardian) era sotto la custodia dell’ICE a Camp East Montana, struttura di detenzione temporanea allestita nel deserto,  accampamento di tende nella base militare di Fort Bliss a El Paso, sotto i riflettori per le tante segnalazioni riguardanti le disumane condizioni di vita dei prigionieri  per gli abusi subiti dagli stessi. La storia raccontata da altri  detenuti che erano con  Lunas Campos dà una terribile versione raccapricciante:  è Santos Jesus Flores a dichiarare di aver visto almeno  cinque guardie ammanettarlo e  strangolare l’uomo che si dimenava perchè trascinato nell’unità di isolamento senza i suoi farmaci e  di aver sentito Lunas Campos urlare in spagnolo:   ‘Non riesco a respirare, non riesco a respirare’.  Uno degli agenti gli avrebbe stretto un braccio attorno al collo fino al fargli perdere conoscenza. Poi nessuna voce è stata più sentita. Il Governo Federale ha dichiarato che l’uomo stesse tentando il suicidio e che l’intervento degli agenti fosse un impedimento al gesto, ma i referti medici legali parlano chiaro: le lesioni confermano la morte per soffocamento.

Lo scorso 7 gennaio a Minneapolis, viene sparata con tre colpi  in pieno volto da un agente dell’ICE, Renéè Nicole Good, cittadina statunitense nata in Colorado di 37 anni e tre figli. Per i funzionari dell’amministrazione Trump si trattava di una terrorista che ha tentato di investire gli agenti federali con la sua auto, quindi si tratta di legittima difesa, ma i tanti video amatoriali hanno diffuso una realtà del tutto diversa: gli agenti si avvicinano al veicolo di Renée  l’agente Jonathan Ross punta la telecamera del suo cellulare, Reneè cerca di allontanarsi con la sua auto, l’agente  registra un video, poco dopo estrae l’arma e colpisce mortalmente la donna. Dopo essere stata colpita l’auto della donna sbanda e si schianta. Rénee a ha avuto il battito cardiaco ancora per circa per circa otto minuti, ma non è stato permesso ad un medico che era lì presente di prestarle soccorso.“That’s fine, dude. I’m not mad at you”, “Va bene, amico. Non sono arrabbiata con te”, sono le ultime parole della donna all’agente, mentre nelle registrazioni si sente, dopo che i colpi sono stati sparati,  “F—ing b—h.” “str… del cavolo”.

Immagine di Alex Pretti VA (ritratto ufficiale del Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti)
Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti
Pubblico dominio

Ieri, Alex Jeffrey Pretti,  cittadino americano, un  infermiere  37enne,  di terapia intensiva del Minneapolis VA Hospital, con un passato dedicato alla cura dei veterani, senza precedenti penali,  è stato  freddato, colpito al petto,  sempre a Minneapolis. Secondo i funzionari del Department of Homeland Security DHS, Pretty sarebbe stato armato e sarebbe morto sparato nel tentativo di essere disarmato dagli agenti,  ma anche in questo caso i video diffusi online e girati da chi lì c’era darebbero un’altra  versione: al di là del fatto che l’uomo era in possesso di regolare porto d’armi, il video registra una sequenza di azioni secondo la quale Pretti aveva in mano un telefono, non una pistola, con cui stava documentando le violenze dell’ICE e stava aiutando una donna spinta a terra a cui era stato spruzzato uno spray urticante. Pretty si frappone tra l’agente e la donna, poi cade a terra, inerme,  dove viene finito come in una esecuzione da film.  Ma è disperata realtà. Pretti voleva fare la differenza nella vita, sempre vicino ai più deboli, fino alla fine. Il Social del Dipartimento ha pubblicato un’immagine di una pistola  dicendo che fosse di Pretti,  ma nessuno ha dimostrato che fosse sua, trattandosi di un’arma utilizzata dall’ICE e da molti agenti delle Forze dell’Ordine statali e locali,  ma poi, sopra ogni accusa, o dilaniamento della realtà,  il video parla chiaro anche in questo caso.

Questi omicidi impuniti  mostrano il vero volto dell’America Repubblicana,  la crudeltà della modalità di azione degli agenti ICE, mascherati e con equipaggiamenti paramilitari, impegnati in azioni di rastrellamento per le strade, dando vita a vere e proprie esecuzioni federali con il placet della Casa Bianca mentre la voce dei democratici diviene giorno dopo giorno più fievole.

Alla luce di questi orrori i media restano strumenti di fondamentale importanza per la diffusione e la denuncia della verità.

 

Gli agenti sparano con armi meno letali su Nicollet Avenue a Minneapolis – 24 gennaio 2026.jpgAgenti dell’ICE e della Border Patrol su Nicollet Avenue il 24 gennaio 2026. Questo dopo l’omicidio di Alex Pretti, residente di Minneapolis. Pretti è la seconda persona uccisa e la terza colpita da agenti federali a Minneapolis questo mese.Chad Davis. Creative Commons Attribuzione 4.0

 

Claudia Izzo Claudia Izzo

Claudia Izzo

Claudia Izzo, giornalista con oltre vent'anni di esperienza. Direttrice di salernonews24.it, fonda e dirige campanialife.it e cetaranotizie.com, focalizzate sulla valorizzazione del territorio.E' ideatrice e organizzatrice del Premio Nazionale Aristeia e di iniziative culturali sul territorio nazionale. Già membro della Commissione Cultura dell'Ordine dei Giornalisti della Regione Campania per il triennio 22/24, è attualmente membro del Consiglio di Disciplina Territoriale per il triennio 25/27. Docente di Giornalismo presso istituti scolastici di diverso ordine e grado è stata ghost writer per tre campagne elettorali. Ideatrice e conduttrice della rubrica Ex Libris sull'emittente RCS75, è ideatrice e coautrice del libro 'La Primavera Fuori.31 scritti al tempo del Coronavirus.( Il Pendolo di Foucault). Coniuga l 'impegno editoriale con una profonda attività di promozione culturale e saggistica: si occupa di comunicazione, storia, design e territorio.

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