La mostruosità dell’ICE, la Gestapo made in USA
di Claudia Izzo-
Dopo l’omicidio di Renee Good, poetessa, scrittrice e madre di tre bambini, uccisa a Minneapolis da un agente dell’immigrazione ICE, con tre colpi di pistola in pieno volto, la tensione non si placa. Altri casi si rincorrono, altre immagini stanno facendo il giro del mondo ricordando il 56enne cittadino statunitense prelavato dalla propria abitazione in biancheria intima, sandali e coperta sulle spalle, sotto la neve con temperatura sotto lo zero, dopo una perquisizione senza mandato. Gli abitanti della città del Minnesota vivono nel terrore, c’è chi non esce più di casa e non manda neanche i figli a scuola. C’è chi decide di pattugliare la zona. C’è chi scompare all’improvviso.
Ultimo caso, quello del piccolo Liam, cinque anni, nello Stato del Minnesota, stava tornando dall’asilo, con il suo zainetto in spalla e cappellino di lana blu con le orecchie da coniglio; accanto a lui due agenti con volto coperto e armati fino ai denti. Il bambino è stato usato da esca, accompagnato fino alla porta di casa, gli è stato chiesto di bussare e farsi aprire per vedere chi ci fosse dentro. Il piccolo ha bussato, il padre ha aperto e adesso, padre e figlio di cinque anni, sono stati spediti in un centro di detenzione.
Dopo di lui è toccato ad un 17enne prelevato dall’auto mentre stava andando a scuola, e poi un altro 17enne ed una bambina di 10 anni, arrestata mentre era con la madre fuori dalla scuola; entrambe portate in un centro di detenzione in Texas. Ma perché se la famiglia ha una richiesta di asilo e nessun ordine di espulsione?
L’ICE, l’Immigration and Customs Enforcement, salita alla ribalta con il nuovo insediamento di Trump, è un’agenzia federale statunitense creata nel 2003 che fa parte del Department of Homeland Security (Dhs), fondato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e responsabile della sicurezza pubblica con 22mila agenti ben pagati in più di 400 uffici nel paese e all’estero. E’ la seconda agenzia investigativa dopo l’Fbi e si divide in Ero (Enforcement and Removal Operations, “Operazioni di applicazione e rimozione”), che è la parte operativa, con gli agenti armati che si occupano di immigrazione, arresto, detenzione ed espulsione di immigrati privi di permesso di soggiorno e in attesa dell’espulsione; L’Hsi (Homeland Security Investigations, cioè “Indagini di sicurezza nazionale”), ossia la sezione investigativa che si occupa di traffico di droga, armi ed esseri umani, criminalità informatica, reati doganali, frodi finanziarie, contrabbando e terrorismo.
L’ICE colpisce, uccide, incarcera uomini, donne, bambini sostenendo che l’obiettivo sia quello di fermare persone con precedenti penali e senza documenti: Nicole Good, un caso tra tutti non era una immigrata irregolare, era una cittadina americana di Colorado Springs e non era coinvolta in alcuna indagine di controllo dell’immigrazione e non risultava essere un bersaglio. Secondo le autorità federali ha “trasformato il suo veicolo in un’arma tentando di investire gli agenti delle forze dell’ordine tentando di ucciderli, un atto di terrorismo domestico” e non è vero da quanto emerge dal video girato e messo in rete alla portata dell’opinione pubblica mondiale.
Sconvolge la violenza utilizzata dagli agenti dell’ICE, che tanto ricorda la Gestapo nazista per le modalità e le finalità: l’eliminazione in qualche modo, di parte della popolazione, quella degli immigrati, criminali e non in regola. La modalità di azione dell’ICE è fatta di raid all’alba, del suo incutere terrore con gli agenti a volto coperto, in tenuta tattica, armati fino ai denti senza visibili identificativi, che utilizzano veicoli civili per creare l’effetto sorpresa. Uccidono, feriscono, spaventano in totale impunità, sono deliberatamente violenti, danno vista ad arresti e deportazioni del tutto arbitrarie di uomini, donne, bambini, anziani inermi e disarmati raggiunti anche in luoghi sensibili come ospedali, scuole con droni e tecnologie accurate per il riconoscimento facciale.
Il nuovo budget dell’amministrazione Trump prevede 45 miliardi da utilizzare per la realizzazione di nuovi centri di detenzione per nuove carcerazioni e rimpatri per raggiungere l’obiettivo previsto: 3000 arresti al giorno. Responsabile di questa politica dura è Stephen Miller, consigliere di Trump. Ma gli americani erano favorevoli agli arresti degli immigrati con precedenti penali mentre adesso, a finire nel mirino, sono tutti gli irregolari, con un atteggiamento di Trump e dei suoi, del tutto disumanizzante. In Florida Trum ha visitato il nuovo campo di detenzione e con la Segretaria della Sicurezza ha dato anche un nome alla struttura: Alligator Alcatraz, deridendo le persone che lì avrebbero stanziato affermando che queste avrebbero dovuto imparare a correre a zig zag, per non farsi prendere dai coccodrilli che vi sono nella zona.
Sono 13 dall’inizio del 2026 le persone morte in detenzione con tanto di taglio dei fondi destinati alle agenzie che dovevano monitorare su tali processi.
Stiamo vivendo una sorveglianza di massa da parte dell’ICE: social media, tutti coloro che hanno ache fare con l’immigrazione: migranti, attivisti, giornalisti.
Intanto Tim Walz, governatore del Minnesota, ha attivato la mobilitazione della Guardia Nazionale a Minneapolis per garantire sicurezza. Gli agenti indossano giubbotti gialli per distinguersi dalle truppe ICE del Presidente Trump.
New York come molte città americane, non ci sta e da vita a manifestazioni contro l’ICE, termite con l’arresto di massa di moltissimi manifestanti. Non si può dissentire. E guai a riprendere gli arresti con i cellulari.







