8 Paesi uniti in nome della sovranità, ma la Germania fa i bagagli
di Claudia Izzo-
Trump a ruota libera.
Il golpe in Venezuela, con bombardamenti sul Parlamento e obiettivi militari, che ha causato vittime e feriti anche civili, circa 40, è ritenuto illegale tanto per il Diritto Internazionale, quanto per quello statunitense. Il sequestro del Presidente Nicolàs Maduro e della moglie Cilia Flores, diventa così per il Presidente degli Stati Uniti, un “legittimo arresto” servito al mondo come lotta al narcotraffico. E’ sempre l’obiettività con cui la Storia viene narrata ad essere fondamentale per l’organicità della narrazione stessa.
Niente di nuovo sotto il cielo si potrebbe dire, visto che è’ sotto gli occhi di tutti che la guerra alla droga tirata in ballo dal Tycoon diventa un pretesto per gli USA per avere pieno potere su un Paese con le maggiori riserve di petrolio al mondo: circa il 20% delle riserve globali, tre volte la quota degli Stati Uniti e della Russia e superiore di gran lunga all’Arabia Saudita, un bottino troppo ghiotto da lasciarselo sfuggire. Poi lo sguardo USA si allarga a tanti altri Paesi tra cui Cuba, Colombia, Messico e Groenlandia.
Forze multinazionali sono giunte dalla Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Finlandia, Norvegia, Regno Unito e Olanda nell’isola artica, la distesa di ghiaccio con 53mila abitanti, che ricordiamo dipende dal Regno di Danimarca, a segnalare l’impegno europeo unitario a difesa della stabilità nell’Artico.
Fallito il vertice Usa-Danimarca, Trump non ci sta che qualcuno si immischi nei suoi “affari” mentre tuona “L’isola serve agli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale, qualunque cosa al di sotto del nostro controllo è inaccettabile” , imponendo dazi aggiuntivi del 10% , in vigore dal 1 febbraio, agli otto Paesi europei che hanno inviato le loro truppe sull’isola. Trump ritiene cioè che gli otto Paesi avrebbero messo in pericolo la sicurezza americana «viaggiando per scopi sconosciuti in Groenlandia» riferendosi alla simbolica esercitazione militare organizzata dal governo danese a cui avrebbero aderito gli otto Paesi membri della Nato.
Se da febbraio scattano i dazi al 10%, minaccia “completamente sbagliata” per il Primo Ministro britannico Keir Starmer, “inaccettabile” per il Presidente francese Emmanuel Macron, è dal 1 giugno che Trump rialza la posta facendoli salire al 25% “tariffa dovuta e pagabile fino al raggiungimento di un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia”. Dopo le sanzioni la Germania è tornata a casa con i suoi 15 soldati: era già previsto che la loro presenza durasse solo pochi giorni per una esercitazione completata con successo. Dicono.
«Abbiamo sovvenzionato la Danimarca, tutti i Paesi dell’Unione europea e altri ancora per molti anni, non applicando loro dazi doganali o altre forme di remunerazione” ha affermato Trump, ” ora, dopo secoli, è giunto il momento che la Danimarca restituisca il favore: è in gioco la pace mondiale! La Cina e la Russia vogliono la Groenlandia e la Danimarca non può fare nulla per impedirlo: ha soltanto due slitte trainate dai cani, una aggiunta di recente. Solo gli Stati Uniti d’America, sotto la guida del presidente Donald J. Trump, possono partecipare a questo gioco, e con grande successo! Nessuno toccherà questo territorio sacro, soprattutto perché è in gioco la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e del mondo intero».
Insomma, per Trump la sovranità e l’indipendenza delle nazioni possono anche andare a farsi benedire. E’ tornata l’epoca dei dittatori.







