Dieci anni senza Luca De Filippo: “Non ti pago!” rivive al Teatro Verdi
di Maria Gabriella Alfano-
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno ospita fino al 18 gennaio “Non ti pago!” di Eduardo De Filippo, una delle commedie più celebri del drammaturgo napoletano con le scene di Gianmaurizio Fercioni, costumi di Silvia Polidori, musiche di Nicola Piovani, luci di Danilo Cencelli. Tradotta in tutti i dialetti e trasposta anche in un film, è un gioiello di comicità amara radicato nella cultura partenopea e rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale.
Il capolavoro è proposto nello storico allestimento di Luca De Filippo, a dieci anni dalla sua scomparsa e vede nei ruoli principali Salvo Ficarra e Carolina Rosi.
“Non ti pago!” mette in scena l’eterno conflitto tra caso, destino e superstizione. Protagonista è Ferdinando Quagliuolo, gestore di una ricevitoria del lotto, convinto che la fortuna lo abbia sempre ignorato. Quando il suo dipendente Mario Bertolini, che aspira a diventare suo genero, fa quaterna grazie ai numeri “ricevuti in sogno” dal padre defunto di Ferdinando, esplode una lite tragicomica e paradossale: Ferdinando, mosso dall’invidia verso Mario che è sempre molto fortunato, sostiene che la vincita tocchi a lui.
Eduardo sceglie come elemento drammaturgico il gioco del lotto, gioco di antichissima tradizione, e la smorfia che trasforma in numeri i sogni e gli accadimenti della vita quotidiana. Il lotto, gioco profondamente radicato nella cultura napoletana, nella commedia di Eduardo non è tanto un espediente narrativo quanto un vero e proprio codice antropologico che intreccia credenze popolari, superstizione e dinamiche sociali e che porta il protagonista a trascorrere la notte sui tetti per catturare visioni e suggestioni.
La commedia fin dal suo esordio ebbe grande successo. Il 7 aprile 1964, in occasione della trasmissione televisiva di “Non ti pago!”, Eduardo De Filippo ne parlò come di un lavoro “semplice” che aveva scritto nel 1940, in piena guerra, per sollevare il morale del pubblico. Aggiungeva che era riuscito pienamente nel suo intento: in occasione del debutto a Roma al teatro Quirino la gente era impazzita e ogni sera si divertiva e tributava applausi. Per circa due anni la Compagnia, sfidando i bombardamenti, girò per l’Italia, continuando a riscuotere un gran successo, per l’umanità dei personaggi per la storia e per il suo epilogo. “Eppure, continua Eduardo, mai ho recitato la commedia con tanta gioia. Entravo talmente nella parte che alla fine dello spettacolo mi sentivo ancora sotto l’influsso di Ferdinando Quagliuolo che riesce a ottenere la vincita della quaterna, intestardendosi.”
Un destino particolarmente toccante lega questo spettacolo alla memoria di Luca De Filippo: proprio mentre “Non ti pago!” stava andando in scena, nel 2015, il regista scomparve prematuramente, lasciando incompiuta una tournée che oggi, a dieci anni di distanza, trova il suo compimento in questa ripresa voluta con amore e rispetto dalla famiglia artistica che lo ha accompagnato.
Carolina Rosi ha curato personalmente l’allestimento, recuperando la scenografia originale del 2015, compresi il bellissimo fondale, il boccascena e gli oggetti, che hanno ripreso vita. La ricostruzione dell’allestimento ha riportato alla luce non solo oggetti e atmosfere dell’epoca.
L’interpretazione di Salvo Ficarra, affiancato da una bravissima Carolina Rosi, propone un approccio interessante al personaggio di Ferdinando Quagliuolo. L’accento siciliano dell’attore, lungi dal costituire un limite, conferisce alla commedia un senso più inclusivo e universale, allargando geograficamente il respiro di una vicenda che parla a tutto il Paese e non solo a Napoli.
Tuttavia, la sfida di calare un attore non formatosi nella tradizione teatrale napoletana in un testo così radicato nella cultura partenopea presenta inevitabili complessità. Ficarra, pur portando il suo talento comico riconosciuto, mostra nella sua interpretazione una certa distanza emotiva dal personaggio, che fatica ad amalgamarsi pienamente con la compagnia di attori cresciuti nel solco della tradizione eduardiana.
L’eccellente performance di Carolina Rosi e degli altri interpreti della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo evidenzia, per contrasto, quanto sia delicato l’equilibrio richiesto da questo tipo di drammaturgia, dove la naturalezza e l’immedesimazione sono fondamentali per far funzionare il meccanismo tragicomico voluto dall’autore.
Nel cast, oltre a Ficarra e Rosi, figurano Nicola Di Pinto (Aglietiello), Andrea Cioffi (Mario Bertolini), Mario Porfito (l’avvocato), Viola Forestiero (cameriera), Gianni Cannavacciuolo (il prete), Carmen Annibale (Stella, la figlia di Ferdinando), Vincenzo Castellone e Federica Altamura (figli del notaio) e Paola Fulciniti (la zia di Mario).







