Il venerdì Ri…leggiamo Poesia

Linizio dellanno è un luogo delicato” 

di Graziella Di Grezia

 

I primi giorni dell’anno hanno sempre un’aria un po’ indefinita.

Le case a volte conservano ancora qualche addobbo e intanto la normalità inizia ad affacciarsi.

Abbiamo bisogno di tempo per rimettere a posto l’anno che è finito e per guardare quello nuovo in modo lucido, ma senza fretta: progetti, viaggi, cambiamenti, rapporti da tenere o da lasciare andare, luoghi di lavoro, equilibri di famiglia… cose che chiedono spazio e attenzione.

 

E forse, per iniziare davvero l’anno, serve anche una buona poesia.

Qualcosa che ci aiuti a mettere a fuoco le priorità in modo semplice ma efficace.

 

Ada Negri è una voce che sento vicina, perché ha quella sincerità che non ha bisogno di alzare la voce.

Nata a Lodi nel 1870, cresciuta in una famiglia povera, ha attraversato la vita con una forza che non si esibisce.

 

Nei suoi diari scriveva: “La vita non chiede clamore: chiede attenzione.”

 

E noi, oggi, questa attenzione la perdiamo spesso. Ci lasciamo distrarre da tutto, anche da ciò che non conta.

La poesia che ho scelto, “Capodanno”, appartiene alla sua fase più matura.

È una poesia che non pretende, ma ci invita ad entrare nell’anno nuovo per come siamo.

A portare con sè quello che abbiamo imparato e a lasciar andare il resto.

Ciò che deve arrivare, arriva. Ciò che deve restare, resta.”

Forse è questo che serve all’inizio dell’anno: non un programma, ma uno spazio.

Un passo alla volta.

E allora rileggiamola insieme la lirica “Capodanno”  di Ada Negri

 

«Anno che nasce, anno che muori,

tu che porti speranze e timori,

tu che rinnovi il ciclo eterno

della vita che fugge e ritorna.

Io ti saluto, anno che vieni,

con cuore quieto, senza affanni:

non chiedo molto, non temo il poco,

porto con me ciò che ho imparato.

E se qualcosa dovrà finire,

che finisca senza rumore;

e se qualcosa dovrà nascere,

che nasca lieve, come un fiore.»

Rileggiamo Capodanno” di Ada Negri

«Anno che nasce, anno che muori,

tu che porti speranze e timori,

tu che rinnovi il ciclo eterno

della vita che fugge e ritorna.

Io ti saluto, anno che vieni,

con cuore quieto, senza affanni:

non chiedo molto, non temo il poco,

porto con me ciò che ho imparato.

E se qualcosa dovrà finire,

che finisca senza rumore;

e se qualcosa dovrà nascere,

che nasca lieve, come un fiore.»

Graziella Di Grezia Graziella Di Grezia

Graziella Di Grezia

Grazyella, alias di Graziella Di Grezia, è medico radiologo, poetessa, scrittrice e pianista classica, giornalista. Madre di tre figli, unisce arte e scienza per promuovere il benessere artistico. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e ideato il progetto "Cartoline Poetiche Postali" (Mail Poetry Project), che fonde arte postale e poesia. Promotrice e organizzatrice di spettacoli letterario-musicali, ha ricevuto numerosi premi per il suo impegno culturale e professionale.

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