Crans Montana, Lady Constellation ripresa mentre fugge con la cassa
di Claudia Izzo-
La tragedia di Crans Montana, nel canton vallese, nella Svizzera sud occidentale, dove nella notte di Capodanno sono morte, presso Le Constellation, 47 persone, per lo più giovanissimi, tra cui sei italiani, si infittisce di particolari.
Si indaga tra i video e i contenuti delle telecamere: una di queste avrebbe infatti immortalato la proprietaria, Jessica Marica Moretti, mentre la sera dell’incendio, fugge imbracciando la cassa con i guadagni. Mentre cioè, nel locale che conteneva 400 ragazzi dove ce ne sarebbero dovuti essere, al massimo, 200, il figlio della proprietaria avuto dal primo matrimonio, a capo dello staff, cercava di sfondare i pannelli in plexiglass che manteneva in trappola i ragazzi, la madre, ustionata ad un braccio, metteva in salvo gli incassi. Un particolare non da poco che potrebbe causare la configurazione del reato di omissione di soccorso.
I coniugi, Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric Moretti, subito dopo la strage, sono stati ascoltati in qualità di testimoni, per trovarsi, da lì a poco, nel registro degli indagati con l ‘accusa di omicidio colposo, lesioni e incendio doloso.
Tutto non torna: all’interno vi erano 400 ragazzi quando il locale ne poteva preveder al massimo 200 tra cui, inoltre, anche tredicenni; le normative di sicurezza non sono state rispettate sia per quanto concerne l’uscita di emergenza, che secondo le testimonianze era bloccata, sia per quanto riguarda la scala che portava al livello strada che sarebbe stata ristretta per ampliare la sala.
Ricordiamo che il soffitto fonoassorbente, raggiunto dalla fiamma delle candele scintillanti sulle bottiglie di champagne,da subito si è rivelato non ignifugo, eppure da un video del Capodanno 2020, già sarebbe emerso al personale del locale, il rischio di incendio legato alla struttura del soffitto in questione.
C’è da aggiungere che è trapelato che, dal 2020, il locale non è stato più sottoposto a controlli. Esiste poi una richiesta fatta al Comune, da parte dei proprietari, di ampliamento della veranda del locale. Questi, sarebbero dovuti iniziare il 15 gennaio 2026, e terminare il 16 febbraio 2026. Dalle planimetrie non si parla del tema della sicurezza e ben si comprende che i lavori avrebbero previsto l’allargamento a destra e sinistra della veranda dove si è avuta la strage, per ottenere un numero maggiore di tavoli, con eliminazione della porta laterale. Se questi lavori fossero stati effettuati prima della strage, secondo gli addetti ai lavori, il numero delle vittime sarebbe stato di gran lunga maggiore, proprio per l’eliminazione della porta.
Si attendono risvolti.







