Addio a BB, tra bellezza e maternità rifiutata
di Claudia Izzo-
E’ morta a 91 anni Brigitte Bardot, per tutti BB, icona di bellezza e sex symbol degli anni ’60, in quel periodo l’attrice più pagata di Parigi. Ha lavorato con registi eccelsi del calibro di Clouzot, Malle e Godart, stesso periodo in cui viene scelta dal Capo di Stato francese come modella per una scultura della Marianna, l’allegoria della Repubblica francese, simbolo di libertà, uguaglianza e fraternità, rappresentata come una giovane donna con un berretto frigio.
A diffondere la triste notizia della sua morte è la Fondazione che porta il suo nome. Sembrerebbe che dallo scorso luglio viveva grazie all’assistenza respiratoria.
Figlia di un ricco industriale parigino proprietario delle fabbriche Bardot, da cui sarebbe nata Air Liquide, la madre riversò su di lei il sogno di diventare ballerina o attrice. A 15 anni BB entrò al conservatorio abbandonandolo qualche mese dopo.
BB è stata uno squarcio di modernità nel mondo, non solo come attrice, dato che la sua carriera è durata una quindicina di anni con interpretazioni non memorabili, ma soprattutto per il suo fascino, lei bellissima e innovativa, libera e sensuale, è stata cantante e modella di successo, pioniera del movimento femminista, provocatrice, donna determinata, divisiva, per alcuni volgare, per altri senza filtri, l’attrice su cui il cinema ha creato l’icona della donna trasgressiva. Ricordiamo la scena di “Il disprezzo di Godard”, uscito nel 1963, in cui BB si mostra nuda, distesa su un letto che dice «Che cosa preferisci: i miei seni o la punta dei miei seni? E le mie ginocchia, ti piacciono, le mie ginocchia? E le mie cosce… e le mie natiche, le trovi belle, le mie natiche?».
Il cinema di allora, osando, scommise tutti si lei. E vinse.
Eppure tutto ha inizio per caso…sua madre era amica di Hèlène Lazareff, fondatrice della rivista Elle che la fa posare sulla copertina dell’8 maggio 1950, di qui il regista Marc Allégret incarica il suo assistente, Roger Vadim, di ritrovare quella 16enne. Vadim, allora 22enne, figlio di un aristocratico russo, già viceconsole francese in Egitto, la ritrova e ne diviene il fidanzato dandy, poi, divenuta maggiorenne, la sposa.
Al marito Roger Vadim si deve il lancio di BB come attrice per cui la vediamo in “An Act of Love”, al fianco di Kirk Douglas per il regista americano Anatole Litvak, nelle vesti di “Elena di Troia” nel film di Robert Wise, in “Les Grandes Manœuvres” di René Clair con Michèle Morgan e Gérard Philipe, per diventare poi Poppea in “Mio figlio Nerone” con Alberto Sordi e Vittorio De Sica per la regia di Steno. BB diventa leggenda con “E Dio creò la donna” del 1956 con la regia del marito. Il film fa scandalo, vietato ai minori di 16 anni, anche se nella pellicola non c’è nulla di scandaloso se non la sua assordante bellezza prorompente. BB è all’avanguardia e sulla cresta dell’onda afferma: «Non recito, sono».
Ed a noi resta la scena cult in cui danza, scalza, su un tavolo, al ritmo di uno sfrenato mambo. Tra le tante relazioni, ricordiamo i legami di BB con l’attore Jean Louis Trintignant, Gilbert Becaud, Sacha Diste.
Nicolas è il suo unico figlio, nato nel 1960, il padre è l’attore Jacques Charrier conosciuto sul set di “Babette va alla guerra”. BB è una sex symbol, si condivide il titolo con Marilyn Monroe, non se la sente di rinunciare a tutto per una gravidanza non desiderata, indomabile, vuole abortire, ma in Francia non è consentito e nessun medico interpellato se la sente. BB sposa il padre di suo figlio e partorisce, ma il parto è accompagnato da istinti suicidi, vede nel figlio il nemico della sua immagine di bellezza conturbante e del suo successo raggiunto, rifiuta dunque categoricamente il ruolo di madre lasciando crescere il bimbo da una balia. Nel 1960 inizia anche una relazione con sami Frey per divorziare nel 1962 e rinunciare alla custodia del figlio di cui dirà: “Era come un tumore che si era nutrito di me…”
Gli uomini della sua vita si susseguono a tenere vivo in lei il mito della bellezza e della trasgressione: prima Raf Avallone, poi Sami Frey, poi il ricco playboy tedesco Gunther Sanchs con cui convolerà a nozze per poi divorziare. Ad un certo punto della sua vita si schiera completamente dalla parte degli animali, abbandona tutto per diventare una inossidabile attivista: promuove una battaglia affinchè nei macelli gli animali vengano uccisi in modo indolore, incide canzoni, dà vita alla Fondazione Brigitte Bardot per aiutare le cause animaliste influenzando i parlamentari francesi. E’ nel 2006 che la Francia vieta il commercio e l’importazione di pelli di cane e gatto. Diventerà portavoce della lotta contro l’uso della pelliccia incontrando capi di Stato, da Papa Giovanni Paolo II al Dalai Lama mobilitando l’opinione pubblica. La pelliccia oggi è dèmodè, BB ha vinto.
Amata per la sua bellezza, per il suo corpo, per la sua chioma bionda, per la sua espressione imbronciata, per il suo spirito ribelle, BB ha vissuto da icona, calandosi nel personaggio di diva indimenticabile. Speriamo anche felice.
Brigitte Bardot, in copertina della rivista Screenland de mars 1959 (testo ritirato).
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