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Origini e storia di Babbo Natale

Dicembre è stato sempre per tanti bambini di un tempo, così come per le generazioni presenti (si spera!) e quelle future, il consueto appuntamento con la letterina natalizia da recapitare a un vecchietto assai buono e gioviale, da tutti amato e conosciuto col nome di Babbo Natale. Ma chi è realmente questo personaggio che dona giocattoli ai bimbi portando con sé anche tanto amore e tenerezza in tutte le famiglie? La sua è una storia assai lunga che parte davvero da molto lontano, addirittura dall’epoca pre-cristiana, legandosi al culto di una divinità pagana. Già nell’antica Roma, proprio intorno al 24 dicembre, era usanza invocare il dio Saturno (patrono dell’agricoltura) organizzando succulenti banchetti e scambiandosi anche dei doni.

Odino in sella a Sleipnir. Illustrazione di Ólafur Brynjúlfsson dal manoscritto islandese del XVIII secolo Sæmundar og Snorra Edda.[ di pubblico dominio

Nella mitologia germanica, in seguito, si narra che il dio Odino affrontasse, una volta all’anno, una grande battuta di caccia in occasione della quale i bambini riempivano i loro stivali di paglia e carote per sfamare il suo cavallo alato (Sleipnir), in cambio di dolci e regali. Con il cristianesimo, la figura dell’odierno Babbo Natale veniva associata principalmente a quella di un santo vissuto in Turchia (all’epoca ancora Impero Bizantino) nell’antica Myra, intorno al IV secolo d.C., ossia il vescovo di tale città, San Nicola.

‘San Nicola di Bari’ olio su tela di Nikmansi è concesso in licenza con CC BY-SA 4.0 .

Uomo assai buono, nel corso della sua esistenza riuscì a offrire   una dote a tre povere fanciulle che rischiavano, non sposandosi, di diventare prostitute. A lui ancora si lega il ricordo del miracolo del ritrovamento di tre bimbi, rapiti e uccisi da un oste, che il santo riportò in vita divenendo così il protettore dei fanciulli. Tali leggende divulgate in tutta Europa nel corso del XIII secolo, secondo lo storico Gerry Bowler, contribuirono ad accrescere la sua fama. Le sue sacre spoglie, trafugate alla fine dell’XI secolo da Myra, sono state portate a Bari, lì dove adesso si erge la Cattedrale in suo onore. Patrono dei marinai, dei commercianti, dei bambini e delle ragazze da marito lo si festeggia il 6 dicembre, presunta data della sua morte, giorno in cui, secondo la tradizione, San Nicola detto Santa Claus nei paesi anglosassoni o “Kerstmann” (ossia uomo di Natale) in Belgio, Polonia e Lussemburgo, si presenta ai bambini indossando i suoi abiti da vescovo per poter portare loro tanti doni.

Scrooge’s third visitor, from Charles Dickens A Christmas Carol. In Prose. Being a Ghost Story of Christmas. With Illustrations by John Leech. London Chapman & Hall, 1843 di

Nell’Inghilterra vittoriana una primordiale figura iconica  di Babbo Natale compare per la prima volta nel famoso racconto di Charles Dickens “Canto di Natale” allorquando il protagonista Scrooge incontra lo Spirito del Natale presente: un uomo particolarmente grasso, vestito con una cappa di color verde, dai capelli ricci e con una folta barba che regge una fiaccola e con un ramo d’aghifoglio in testa L’incontro avviene in una stanza tutta addobbata di piante tipiche natalizie come aghifogli, edere e ghirlande varie.

Illustrazione di Father Christmas in The Examination and Tryal of Father Christmas di Josiah King di pubblico dominio
Illustrazione vittoriana di Father Christmas di pubblico dominio

In realtà Dickens fa riferimento a un altro personaggio ben conosciuto in Inghilterra: Father Christmas, figura legata al folclore britannico e descritta per la prima volta nel XV secolo come la personificazione del Natale. Lo si menziona spesso anche nel XVI secolo in numerosi scritti in antitesi al proibizionismo dei festeggiamenti natalizi da parte dei puritani. E’ solo a partire dal XIX che la sua figura inizia ad essere descritta come noi attualmente la conosciamo associandosi a quella del Santa Claus che porta doni ai bimbi.  In America le storie e le leggende di Santa Claus giungono attraverso gli immigrati europei.

Old_Christmas_riding_a_goat

All’inizio dell’800 molti scrittori, tra cui ad esempio Washington Irving, parlano di San Nicola che porta doni con un cavallo, sebbene la sua figura manchi di precisione e di dettagli lasciando spesso alla fantasia il compito di definirne le sembianze. Sempre nel corso dell’800, inoltre, per la prima volta il Natale viene riconosciuto come una festività legata a un momento di convivialità familiare in cui condividere felicità ed emozioni. Il 23 dicembre 1823, sulla rivista statunitense “Sentinel Troy”, viene pubblicata una poesia dall’affascinante titolo “A visit from St. Nicholas” scritta da Clement Clarke Moore, in cui compare la prima descrizione di un Babbo Natale quasi contemporaneo la cui venuta è non più il 6 dicembre (festa di San Nicola) bensì la notte a cavallo tra il 24 e il 25 dicembre.

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Ambientata in una casa statunitense durante la notte della Vigilia di Natale, la poesia si apre con l’immagine di alcuni bambini che, dopo aver lasciato delle calze appese, vanno a letto. Fa la sua comparsa San Nicola/Santa Claus con una slitta trainata da 8 renne ciascuna con un proprio nome (Deancer, Prander, Dasher, Vixen, Comet, Cupid, Donner e Blitzen). Santa Claus, dalla barba bianca, le guance rosse e il vestito di pelliccia, porta sulla spalla un grande sacco pieno di doni. S’intrufola in casa passando attraverso il camino, e riempiendo le calze pronuncia tale frase: “Buon Natale a tutti e a tutti buona notte”.

Copertina di un’edizione del 1912 della poesia, illustrata da Jessie Willcox Smith di pubblico dominio

La poesia riscontrò un enorme successo non solo in America ma anche in Europa, e venne pubblicata numerose volte. Nel XIX secolo, compare per la prima volta in assoluto la rappresentazione illustrata dal disegnatore statunitense Thomas Nast, del moderno Babbo Natale a noi più familiare. Considerato anche come il padre del fumetto americano, Nast immortalò l’aspetto attuale di Babbo Natale con una prima illustrazione nel 1863 dal titolo “A Christmas Furloug” nella rivista Harper’s Weekly che, in quell’occasione, mise da parte la consueta copertina di stampo politico.

Merry Old Santa Claus di Thomas Cizauskas è contrassegnato con Public Domain Mark 1.0 .

Il successo fu tale che la raffigurazione fu riproposta 17 anni dopo e lo stesso fumettista fu invogliato a creare un’altra illustrazione simile dal titolo “Merry Old Santa Claus”, per l’edizione del primo gennaio 1881, l’immagine ritrae un uomo panciuto con una lunga pipa nella mano destra mentre con la sinistra porta con sè dei balocchi. L’uomo con la barba bianca è sorridente e indossa un cappello con sopra un aghifoglio.

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Illustrazione in un’edizione del 1870 di pubblico dominio

Tra la fine dell’800 e l’inizio del XX secolo Santa Claus diventa sempre più una figura familiare, in particolare in America e nel centro-nord Europa; le sue raffigurazioni compaiono in particolare nelle cartoline natalizie di auguri. La figura del Babbo Natale odierno nasce dall’estro di un disegnatore pubblicitario americano di origine svedese Haddon Sundblom.

Coca-Cola Santa 1947 di wavelab.be è distribuito con licenza CC BY 2.0 .
Coca-Cola di twm1340 è distribuito con licenza CC BY-SA 2.0 . Pubblicità del 1952

Dal 1931 e per ben 33 anni il disegnatore ha associato la sua figura a una famosa bibita americana: un uomo anziano, con abito rosso, stivali e cintura di color nero, dalla folta barba bianca e un lungo cappello rosso. Tale figura, conosciuta in Italia soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha contribuito a cristallizzare l’immagine serena, amichevole e buona del Babbo Natale che noi tutti conosciamo e amiamo.

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Daniele Magliano

Architetto- giornalista che ama approfondire tematiche di architettura, urbanistica, design, ma anche di storia, evoluzione e curiosità riguardanti oggetti di uso quotidiano. Mi piace, in generale, l'arte della costruzione: riflesso del nostro vivere in quanto unisce passato, presente e futuro prossimo di una comunità.

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