Caro Babbo Natale…

di Mariapia Vecchione-

Sono in stazione, queste valige pesano ma la voglia di tornare e riabbracciare tutti incalza. Ho scelto il posto a sedere accanto al finestrino, per fortuna oggi il tempo è sereno e quando arriverò in Toscana, fra quei paesaggi verdi e pianeggianti mi sembrerà già di essere a casa.

Natele si avvicina, accanto a me si è seduta una ragazza, sta parlando al telefono con sua madre e le ha detto che quest’anno è felice perché tornerà in tempo a casa per le feste. Queste ore in treno non passano mai, allora ho preso una penna e il mio taccuino: «Caro Babbo Natale, non ti scrivo una lettera da anni. Da bambina, amavo scriverti lettere bellissime e trasformavo i fogli in pergamene antiche, bruciandone i bordi e arrotolandole in un elegante nastro rosso. Non vedevo l’ora di chiederti il regalo più bello, poi speranzosa lasciavo la mia letterina sull’albero pieno di luci e decori. Al mattino saltavo giù dal letto emozionata: la letterina sull’abete non c’era più e la mia mente fantasticava, chissà in quanti luoghi del mondo eri passato per raccogliere tutte quelle lettere!

Poi ho smesso di credere al tuo potere magico e di scriverti lettere.

Ho iniziato ad affidare i miei desideri alle stelle, oppure spero con tutta me stessa che si avverino e fisso il soffitto prima di addormentarmi. Ma quest’anno caro Babbo Natale ho bisogno di scriverti, di disturbarti per forza!

Se la magia del Natale esiste, se tu mi leggi, dimmi perché il mondo continua a dividersi?
Bambini morenti sotto le macerie di una guerra senza fine, madri disperate e senza cibo per i loro figli: a Gaza hanno dovuto anche pensarci prima di definirlo “genocidio”, ma quella sofferenza non si placa.

E quante sono le bocche affamate, tante di più sono le pance piene dei capi di Stato, i potenti della terra che ogni giorno si servono del potere politico per farne una propaganda scellerata e crudele, ignorando la sofferenza dell’umanità nel mondo.

Caro Babbo Natale, esiste un unguento miracoloso per lenire tutto questo dolore sparso sulla terra?»

Il treno si è fermato, smetto di scriverti e aspetto la notte di Natale, sussurrandoti ancora qualche altro desiderio, mio caro Babbo Natale…

 

 

Immagine Pixabay Licence

Mariapia Vecchione Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

Altri articoli di Mariapia Vecchione

Ultimi articoli di Il racconto della domenica