Quando il presepe diventa “refugium peccatorum”
Alle porte del Santo Natale c’è chi ha preso alla lettera la locuzione latina “refugium peccatorum”, “rifugio dei peccatori”, attributo della Madonna come Colei che intercede per i peccatori presso il Figlio.
Così un ghanese di 38 anni, ricercato da molto tempo, ha deciso di nascondersi in un presepe realizzato in legno a grandezza naturale, ponendosi alla sinistra della Madonna.
Siamo a Galatone, nel cuore del Salento, in piazza sono tanti i cittadini che si fermano ad ammirare il Presepe, simbolo per eccellenza di protezione ed accoglienza, ma qualcosa non quadra: tra Sacra famiglia, pastori e Re Magi, viene notato una presenza che, a differenza delle altre lignee, sembrava muoversi.
Di bocca in bocca, di smartphone in smartphone, la notizia è arrivata al sindaco che, con l’aiuto delle Forze dell’Ordine, ha appurato che il personaggio in questione era un uomo in carne ed ossa, per di più ricercato da tempo, su cui pendeva infatti un ordine di carcerazione direttamente da Bologna: nove mesi e quindici giorni di pena da dover scontare per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Dal Presepe al carcere di Lecce, dunque, da pastore a recluso.







