La cucina italiana è Patrimonio Unesco, 20esima eccellenza

di Sergio Del Vecchio-

L’Unesco ha riconosciuto, oggi, la cucina italiana nella lista del  Patrimonio dell’Umanità e i  primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, siamo noi italiani.

Il comitato intergovernativo si è riunito a Nuova Delhi ha confermato così la valutazione positiva avuta lo scorso novembre, a seguito della candidatura presentata nel 2023 dal Collegio Culinario Associazione culturale per l’enogastronomia italiana con casa Artusi, Accademia della Cucina Italiana  e la rivista “la cucina italiana” dando dunque alla cucina italiana una certificazione di alto livello.

Ad essere riconosciuto è il valore come sistema di pratiche, tradizioni e saperi infatti, il patrimonio immateriale comprende tradizioni che non hanno forma fisica dunque, feste comunitarie,  arti dello spettacoli, espressioni orali, rituali,  conoscenze legate alla natura e tecniche artigianali di fondamentale importanza per la diffusione e la continuità delle diversità culturali

Sono 20 le eccellenze italiane riconosciute dall’Unesco come patrimoni immateriali: Opera dei Pupi siciliani (2008);Canto a tenore sardo (2008); Dieta mediterranea, elemento transnazionale (2010); Liuteria cremonese (2012); Feste delle Grandi Macchine a Spalla (2013); Vite ad alberello di Pantelleria (2014); Falconeria, elemento transnazionale (2016); Arte del pizzaiuolo napoletano (2017); Costruzione in pietra a secco, elemento transnazionale (2018); Perdonanza Celestiniana (2019); Alpinismo, elemento transnazionale (2019);Transumanza, elemento transnazionale (2019); Arte delle perle di vetro, elemento transnazionale (2020); Arte musicale del corno da caccia, elemento transnazionale (2020);  Cerca e cavatura del tartufo (2021);  Allevamento dei Cavalli Lipizzani, elemento transnazionale (2022); Irrigazione tradizionale, elemento transnazionale (2023); Canto lirico in Italia (2023); Arte campanaria tradizionale (2024); Cucina italiana (2025)

“E’ un riconoscimento che anche nelle motivazioni va al di là dell’indiscussa eccellenza della nostra cucina e del nostro agroalimentare. Il nostro cibo è cura, benessere e legami. Nessun’altra cucina finora era stata riconosciuta da sola e nella sua interezza come patrimonio dell’umanità. Parliamo dell’insieme della nostra cultura e della nostra filiera agroalimentare.” Così Corrado Martinangelo,  fondatore e presidente di Agrocepi, nata nel 2017 con l’obiettivo di promuovere, rappresentare, assistere, tutelare e coordinare gli associati, per favorirne il consolidamento e lo sviluppo in imprese e filiere, commenta il riconoscimento Unesco della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità.
“L’Italia non solo è l’unico paese che può vantare una cucina patrimonio dell’umanità ma può anche vantare la dieta mediterranea anch’essa patrimonio dell’Unesco. “
“Come abbiamo sempre sottolineato come Agrocepi il cibo è un valore dell’ Agroalimentare di qualità e in tale direzione i riconoscimenti UNESCO sono un fattore positivo ed eccezionale ma non sempre bastevole ad assicurare un maggior reddito alle imprese del settore “.
Per cui Agrocepi auspica sempre di più che il Cibo sia accompagnato da aiuti ed incentivi fiscali lunga tutta la filiera agroalimentare per avere un cibo sano – conclude Martinangelo – giusto e sostenibile.”

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Sergio Del Vecchio Sergio Del Vecchio

Sergio Del Vecchio

Dottore commercialista, giornalista pubblicista, appassionato d’arte, di musica e di fumetto. Ama leggere, disegnare e dipingere. Nel suo percorso professionale si è occupato di formazione e terzo settore. Ha costituito l’Associazione Salerno Attiva – Activa Civitas con cui ha organizzato a Salerno 10 edizioni di VinArte, un format di successo che univa il mondo del wine all’arte nelle sue declinazioni. Nel 2017 è tra i fondatori dell’Associazione culturale Contaminazioni, con cui ha curato diversi eventi e l’edizione del libro “La primavera fuori, 31 scritti al tempo del coronavirus” di cui è anche coautore. Colleziona biciclette e tra i fornelli finge di essere un grande chef.

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