Favino è “Il Maestro”

di Mariapia Vecchione-

Nel film veste i panni dell’ex tennista disilluso, l’antagonista di Sinner.

La commedia fa ridere del dolce peccato, il fallimento.

Un’atmosfera polverosa e rossiccia invade il caldo giugno dell’89, a suon di racchette che battono palline rimbalzanti su campetti. È l’Italia di ieri descritta dalla regia di Andrea Di Stefano, ma anche il riflesso di quella che conosciamo oggi. Un’Italia opulenta di significati appiattiti: dal tennis di Sinner campione che sovrasta le prime pagine di giornali sportivi, a quella bramosia di “numeri primi” dell’odierna società liquida, una ricerca spasmodica di quel primato assoluto che va di padre in figlio. Perché cari signori, diciamolo a gran voce: chi non ha sognato, almeno per una volta, di sentirsi un vincitore indiscusso?

Pierfrancesco Favino si riconferma fuoriclasse del cinema italiano, capace di vestire i panni del mafioso pentito Buscetta, del politico di tangentopoli Bettino Craxi, ma anche quelli di un maestro dall’accento napoletano che proprio non ce l’ha fatta: «In una società come la nostra, che ti spinge in maniera ineffabile verso l’idea che tu o vinca o non ci sia, – ha spiegato l’attore – guardiamoci intorno, le persone che sanno gestire le vittorie sono molto poche e sole. L’ossessione per la vittoria, culturalmente non ci appartiene, perché noi siamo bravi a stare insieme da sconfitti. I nostri personaggi storici, nei film che sono impressi nella memoria collettiva, sono quelli sui perdenti: film di persone che nella difficoltà sanno aiutarsi, questo è il racconto dell’Italia».

Dal 13 novembre al cinema, oggi al terzo posto nella classifica del box office, con un incasso di 55 mila euro. Il fil rouge de “Il Maestro” scandaglia il mondo degli sportivi del tennis, ma non quelli che arrivano al podio, quelli imperfetti e inadeguati. Andrea Di Stefano abbandona l’atmosfera noir che ne “L’ultima notte di Amore” era prepotente, per fluttuare nella commedia, tutta all’italiana, che riporta ai vecchi ricordi dei telefoni a gettoni, di quel Fior di Fragola gustato come se fosse l’ultimo e di cassette, quelle che facevano cantare a squarciagola: «Con Il Maestro ho voluto celebrare i mentori imperfetti, figure con passati dolorosi, ma ricche di cuore, capaci di aprirci gli occhi e cambiarci la vita. – commenta Di Stefano – A tredici anni un maestro di tennis mi disse una frase che divenne la mia salvezza. Questa commedia all’italiana è il mio tentativo di rendergli omaggio».

E lo fa attraverso due poli opposti: Raul Gatti (Pierfrancesco Favino), ex campione all’ottavo di finale al Foro Italico, e il tredicenne Felice Milella (la giovane promessa Tiziano Menichelli); uniti per volere del padre del ragazzino – umile ingegnere della SIP – che ha come unica aspirazione far diventare Felice il campione. Dopo averlo aiutato personalmente per le regionali, non può farsi mancare anche la vittoria nazionale del figlio, investendo ogni risparmio, è deciso: Felice sarà affidato al maestro Raul.

Fra l’ex tennista e l’emergente talento affiora il chiaro riflesso di chi scruta in superfice l’altro: lo spavaldo che gioca a non prendersi sul serio, con quelle lenti a goccia fumé e il tredicenne che vive all’ombra del padre, incapace di godersi gioie e dolori, di scegliere per il proprio destino.

Comincia il loro tour nelle varie città costiere del nord Italia, ma per Felice più si gioca, più si perde. È un viaggio di cui si ride riflettendo sul fallimento, edulcorato da perle educative: Felice scopre che le regole di un quaderno non sono tutto e Raul ritorna al campetto vista mare dei primi allenamenti, trova la sua maestra Wilma, (Dora Romano) che invecchiata si sorregge su un bastone, ma non ha perso la grinta sportiva degli anni d’oro.

Sulle note di un revival senza tempo, i due si liberano del domani e danzano. È un inno alla gioventù ritrovata di Felice e alla fragilità di Raul: “Il mondo è grigio il mondo è blu Cuccurucucù paloma”. 

 

Fotografia di Andrea Miconi. Direttore della Fotografia Matteo Cocco

Mariapia Vecchione Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione

Mariapia Vecchione su SalernoNews24 accompagna il lettore alla scoperta di una realtà autentica, critica e audace. La sua formazione umanistica permette al suo sguardo di ricercare inestimabili meraviglie. Appassionata di arte contemporanea, fotografia, food&wine e viaggi, ma consapevole che “il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (D. Hammarskjöld)

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